Lampedusa, 6 ago – Medici Senza Frontiere, una delle tante Ong impegnate nel sostegno al traffico di esseri umani nel mediterraneo, da ieri spalleggiata anche dal guru del buonismo ad uso e consumo Roberto Saviano, non è gradita a Lampedusa. Ma come, una delle sedicenti “porte d’Europa”, candidata a giorni alterni perfino al Nobel per la Pace, non accoglie chi si impegna per accogliere? La spiegazione è più semplice: Msf, non avendo firmato il protocollo predisposto dal ministero dell’Interno, si è messa da sola al di fuori del quadro delineato dal Viminale.

msf vos prudence
La nave Vos Prudence di Msf

Niente attracco a Lampedusa dunque per Msf, ma anche divieto – per lei come per le altre – di ingresso nelle acque territoriali italiane. Problema dunque risolto, il pugno duro di Minniti paga? Fino ad un certo punto. Perché è vero che la “tenaglia” magistratura – ministero ha portato nel solo mese di luglio ad un drastico calo (-50%) degli sbarchi, ma ciò non impedisce comunque a scafisti e Ong di continuare nella loro proficua collaborazione, sia essa voluta o solo incidentale.

La nave di Msf, infatti, con 127 persone a bordo, ha stazionato a 33 miglia dall’isola – al di fuori dunque delle acque italiane – in attesa dell’arrivo di due pattugliatori della Guardia Costiera che hanno caricato i sedicenti profughi per poi sbarcarli proprio a Lampedusa. Le Ong riottose forse non faranno più da taxi del mare: ora ci pensa (di nuovo, dopo la fallimentare esperienza dell’operazione Mare Nostrum) direttamente lo Stato.

Nicola Mattei

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