Nuovo Sole (24 Ore), vecchie ombre

dimissioni direttore Sole 24 OreMilano, 17 mar – La tragicomica vicenda del Sole 24 Ore promette nuovi surreali  colpi di scena. Riuscire a portare alle soglie del baratro uno dei giornali  italiani più autorevoli , diffuso anche all’estero, non è stata impresa da poco. C’è voluto tutto l’impegno dei vertici dell’ Azienda, che poi sono i vertici di Confindustria che in fondo sono parte consistente dell’elite (?) del Paese. Ovviamente il “Gran Maestro” di cotanta opera è stato il Direttore (ora in aspettativa volontaria ) Roberto Napoletano, padre padrone del Sole, di Radio 24 e di Radiocor oramai da anni. Già partendo dal suo stipendio si poteva capire come sarebbe potuta finire la faccenda: 90 mila euro al mese (3000 al giorno) secondo i bene informati. Senza contare note spese da centinaia di migliaia di euro. La sua stella ha cominciata ad offuscarsi già da ottobre con la sfiducia ricevuta dal 90% della redazione. Un agonia che si è conclusa a marzo con l’iscrizione di Napoletano nel registro degli indagati per “false comunicazioni al mercato”. Con lui nelle indagini sono finiti altri otto mega dirigenti del gruppo 24 Ore, tra cui l’ex ad Donatella Treu e l’ex Presidente Benito Benedini.

In pratica avrebbero taroccato i dati sulle vendite delle copie digitali ma anche cartacee. Il tutto mentre il gruppo a settembre già annunciava una perdita semestrale di 50 milioni con erosione del patrimonio di 59 milioni in appena 6 mesi. Dalle indagini spuntava anche una scrittura privata tra azienda e Napoletano che prevedeva robuste integrazioni al suo TFR. Le clausole sarebbero scattate in caso di cessazione del rapporto senza giusta causa (per un totale di 2 milioni e 250 mila) o in caso di cambio degli assetti azionari (1 milione e 500mila euro). Ma perché questa scelta scellerata di gonfiare i dati di vendita? Oltre che per squallide ragioni economiche, ovvero incassare i bonus premio dovuti ai presunti incrementi delle vendite, anche l’ambizione di Napoletano di candidarsi alla direzione del Corriere della Sera. Con i conti in rosso, la credibilità distrutta, i giornalisti in rivolta, i lettori in fuga, il CDA riunito d’emergenza qualche giorno fa non ha saputo fare altro che nominare un direttore ad interim: Guido Gentili. Già direttore prima del regno di “Idi Amin” di via Monterosa, come lo avevano soprannominato i suoi circa 200 giornalisti costretti a contratti di solidarietà e riduzioni di stipendio mentre il gran capo ingrassava, e non solo in senso figurato.


Dopo uno sciopero ad oltranza che ha costretto Napoletano ad autosospendersi, il giornale economico è  tornato in edicola. Intanto sono partite le grandi manovre per sedersi sulla poltrona che scotta di Via Monte Rosa, dove si erge la ipermoderna sede del 24 ore. Ora è partito il toto-nomine secondo il quale vanno forte i giornalisti del Corriere. Tra i favoriti l’immancabile Ferruccio De Bortoli, fino al 2015 a capo del Corriere con un passato alla guida del Sole e uomo buono per tutte le stagioni. Anche Dario Di Vico e Daniele Manca , entrambi vicedirettori del Corriere, hanno le loro carte da giocare. In forte ascesa c’è però una quota rosa: Alessandra Galloni capo della Reuters del sud Europa dopo dieci anni al Wall Street Journal e laurea alla prestigiosissima London School of Economics. Insomma si punterebbe ad una portavoce del capitalismo internazionale per ridare una voce a quello nostrano in via di estinzione. Come dimostra l’inconsistenza di Confindustia nello scenario politico attuale Insomma In Italia non ci sono più i capitalisti. Neppure contro cui protestare. Che nostalgia …. Verrebbe da dire…

La Redazione

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