Palermo, 18 mag. – Una nuova tempesta si abbatte sul mondo delle ong che salvano i migranti e hanno loschi traffici con gli scafisti. Una nuova inchiesta della procura di Palermo starebbe indagando, infatti, su alcuni membri di Medici Senza Frontiere. L’accusa a loro carico, oltre al favoreggiamento di immigrazione clandestina che già sarebbe di per sé grave, è quella di associazione per delinquere.

Ad anticipare la notizia è il settimanale Panorma che domani pubblicherà maggiori dettagli nel numero in edicola. Panorama spiega anche: l’ipotesi di reato è più grave di quella su cui lavora la procura di Trapani nei confronti di alcuni volontari di Medici senza frontiere (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina), i magistrati palermitani vogliono avocare le indagini”. Le procure di Trapani e Palermo, quindi, si litigano l’inchiesta. Per risolvere la questione è stato chiamato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, che il 25 maggio incontrerà gli esponenti delle due procure.

Medici Senza Frontiere ieri ha partecipato a un’audizione presso la Commissione parlamentare di Inchiesta sul sistema di accoglienza, in merito alle attività di ricerca e soccorso in mare. Nella sua relazione ha lamentato il crescente clima di ostilità che negli ultimi 15 giorni è montato nei confronti di chi salva vita in mare. E per questo motivo, nonostante l’ong sia serena, a non essere altrettanto sereni sono coloro che vi girano attorno: beneficiari, operatori, sostenitori. E sostengono di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale per il fatto di essere sotto inchiesta.

Ma la tempesta non si abbatte solo in Italia. Bruxelles, infatti, ha bloccato i finanziamenti a una ong che si occupa della gestione di un progetto umanitario per profughi in Grecia. I suoi membri sono accusati di sfruttamento sessuale e corruzione. La Commissione europea, che finanzia questo progetto ha dichiarato mediante un portavoce: “Sebbene si tratti di accuse su cui sono in corso indagini la Commissione prende molto seriamente la questione. Il nostro è un approccio di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi abuso dei diritti e dell’integrità personale di tutti i profughi e migranti, così come di qualsiasi abuso dell’utilizzo dei fondi”. E ha aggiunto: “La nostra prima preoccupazione è il benessere delle potenziali vittime. Ci assicureremo che sia fornito loro il necessario sostegno. Abbiamo già informato le autorità greche e sottoposto il caso all’Olaf (Ufficio europeo antifrode), per un’indagine immediata. Inoltre ci stiamo muovendo per sospendere i pagamenti all’organizzazione fino alla conclusione dell’indagine”. Come a dire, conosciamo i nostri polli.

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