Roma, 4 ago – Mentre la nave Iuventa, presa in consegna dalla Guardia Costiera dopo il sequestro disposto dal tribunale di Trapani, è attesa per oggi nel porto della città siciliana, non si ferma l’attività degli inquirenti, che rivelano sempre maggiori dettagli sulle attività delle Ong nel mediterraneo. Quasi un servizio di Taxi a disposizione dei trafficanti di esseri umani, stando a quanto emerge dagli ultimi resoconti.

Non c’è solo la Jugend Rettet, anche altre Ong sarebbero coinvolte in una vicenda dai contorni sempre più torbidi. Si parla, ad esempio, di barchini in vetroresina usati come “navette” per trasbordi che avverrebbero con continuità nelle acque fra Libia e Italia. Gli episodi sarebbero molteplici, secondo quanto riferisce un agente di Polizia imbarcato sotto copertura su una nave di Save the Children. Per ora, tuttavia, l’organizzazione sembra essere al di fuori della faccenda. Nella quale, invece, sono ben inserite altre sigle come Sea Watch, già da tempo finita sotto i riflettori per l’abuso di pratiche al limite. Non è inoltre escluso che possano essere implicati altri soggetti – ben più noti – fra quelli che non hanno siglato il protocollo d’intesa con il Viminale (forse qualcosa da nascondere?): oltre a Jugend Rettet e Sea Watch, Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere.

Nelle more delle inchieste e della valutazioni delle – ad oggi schiaccianti – prove raccolte in questi giorni, arrivano intanto anche i dati del ministero dell’Interno sull’andamento degli sbarchi. Nel suo cruscotto statistico, il Viminale osserva come dal primo dell’anno ad oggi il numero di arrivi sia in calo del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Una riduzione non proprio significativa, ma che diventa degna di nota se si considera che è quasi totalmente concentrata nel mese scorso. Con l’eccezione di gennaio, infatti, fino a giugno non c’è stato momento nel quale non si siano battuti i numeri già record dell’anno precedente. In luglio, invece, il tracollo: oltre il 50% in meno, nonostante le più che buone condizioni meteorologiche. Ma forse il clima c’entra poco: fra aprile e maggio erano arrivate le pesanti accuse da parte del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, cui era seguito il fuoco di sbarramento che non aveva però impedito al Pd di uscire sconfitto dalle amministrative di giugno. Una batosta elettorale che ha imposto una revisione propagandistica sul tema immigrazione, con il governo che ha abbozzato qualche tentativo di voce grossa in Europa (rimediando per lo più qualche pernacchia, in verità) e messo nero su bianco il codice di condotta per le Ong. E guarda un po’ il caso: da quel momento il servizio di staffetta Libia-Sicilia ha cominciato a bucare qualche “corsa”. Ma non dicevano che si trattava di un movimento inarrestabile?

Nicola Mattei

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