Roma, 16 lug – Nel mare di Ostia, di fronte alla “spiaggia delle ronde di CasaPound”, ieri nuotavano ottanta immigrati. Li “hanno portati”, spiega il sito di informazione Romatoday come parlasse di una merce qualsiasi, quelli di Baobab Experience, che hanno postato poi le foto sui social.

Ma non è certo l’infelice verbo utilizzato da un giornalista a scandalizzare, dal momento che è proprio quello, in realtà, a raccontare in maniera più fedele la natura meschina dell’azione compiuta in collaborazione con gli organizzatori dei Social Days a Ostia. Nelle stesse ore, accanto alle foto dei ragazzi africani a mare, proprio loro postavano le foto dei gabbiani salvati e liberati e, in effetti, l’approccio utilizzato non sembra variare molto. Non è un caso che in tanti – come si evince facilmente dai commenti alla foto in questione – non abbiano gradito, tanto che qualcuno ha osservato: “Li state trattando come dei poveri animaletti da passeggio”. “Vergogna! Usare la gente che soffre per likes e guadagno”, scrive qualcun’altro. E ancora: “Eccoli qua quelli che cercano una sorta di redenzione dagli allogeni, quelli che l’allogeno è più bello, più umano, più giusto, quelli che l’italiano fa schifo”.

E c’è poi chi, ovviamente, fa notare in maniera più diretta la natura del tutto strumentale dell’azione che, del resto, è stata praticamente rivendicata come tale: “nessuno vieta ai migranti di andare al mare, ma è vietato vendere abusivamente, chiunque esso sia”, scrive infatti una utente su Facebook, in risposta al riferimento degli organizzatori all’iniziativa di CasaPound contro i venditori abusivi. “In attesa di una presa di posizione dura da parte delle autorità, ci riprendiamo quello spazio”, avevano infatti dichiarato dalla pagina ufficiale di Baobab, introducendo l’iniziativa degli immigrati al mare proprio ricordando la “vergognosa e pericolosa visita della ronda in divisa di CasaPound per allontanare gli abusivi dalla spiaggia pubblica”.

Durante la cosiddetta “ronda” – ovvero il volantinaggio portato avanti da un nutrito gruppo di militanti di CasaPound, guidati dal candidato al X municipio Luca Marsella -, i giovani attivisti avevano infatti ricordato ai venditori abusivi che il loro commercio è del tutto illegale, invitandoli a desistere. I venditori abusivi, perfettamente consapevoli dell’illegalità, avevano effettivamente abbandonato le spiagge. Apriti cielo: la giunta a Cinque Stelle guidata da Virginia Raggi e i media nazionali hanno tirato fuori razzismo e squadrismo, denunciando i ragazzi per un’inesistente “violenza privata” e per “manifestazione non autorizzata” (fattispecie che, come si è visto a Milano in occasione delle contestazioni a Sala dello stesso movimento, viene tirata fuori solo quando manifesta CasaPound). Come se fosse colpa di CasaPound se i venditori abusivi sono immigrati e quelli vittima di concorrenza sleale perseguitati dalle sanzioni, invece, siano italiani. Un razzismo inventato che ‘spiega’ la reazione del tutto fuori luogo, dal momento che nessuno si era sognato di contestare agli immigrati il diritto di andare a mare (!).

Fa specie, d’altra parte, che, pur difendendo l’immigrazione clandestina e l’abusivismo, quelli di Baobab, insieme all’intero schieramento politico progressista, si sentano comunque in diritto di invocare sempre e comunque la forza pubblica anche contro chi, come in questo caso specifico, sta dalla parte della legge, in nome di crimini indelebili del tutto presunti ed astratti. “Ormai siamo abituati alla sinistra che sfrutta gli immigrati ma ieri ad Ostia si è superato il limite”, ha commentato Marsella sulla sua pagina ufficiale in cui punta il dito contro il parroco Franco De Donno, candidato alle prossime elezioni nonostante la Chiesa non lo permetta e che, secondo l’esponente di CasaPound, oltre a rifiutare il confronto, sarebbe responsabile di “avvelenare il clima con queste provocazioni”.

Emmanuel Raffaele

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here