Pesaro, 9 dic – Claudio Palmulli è un ragazzo disabile dalla nascita, atleta paralimpico che gira l’Italia per presentare il suo libro e raccogliere così i fondi per acquistare una handbike con la quale coronare un sogno: correre la maratona di New York. Una storia come tante, di quelle che finiscono spesso in prima pagina sui rotocalchi nazionali per il coraggio dimostrato. Ma non è questo il nostro caso. Perché Claudio è un militante di CasaPound. E la censura, firmata Partito Democratico, non perdona.

Succede così che a Pesaro, dove “Il Vento sulle Braccia” – questo il titolo del libro – doveva essere presentato il prossimo 16 dicembre, senza troppi giri di parole il comune (guidato dal giovane e rampante Matteo Ricci, di stretta osservanza renziana) ha impedito lo svolgersi dell’evento. Nonostante la locale sezione di CasaPound abbia seguito l’iter previsto per l’utilizzo della sala circoscrizionale, infatti, “siamo stati contattati da un’impiegata comunale che ci ha comunicato l’intenzione dell’ amministrazione di impedire con ogni mezzo la presentazione del libro di Claudio nella sala circoscrizionale – spiega in una nota il responsabile cittadino del movimento, Christiano Demontis – anche a fronte della mancanza oggettiva di motivazioni per farlo”.

“Siamo costernati di fronte all’abuso perpetrato non solo nei nostri confronti, ma soprattutto nei confronti di Claudio che con entusiasmo portava a Pesaro la testimonianza di una vita non segnata dal fatalismo, ma dalla voglia di reagire alla disabilità diventando maratoneta. Un messaggio positivo e costruttivo, il suo, messo a tacere dall’arroganza e dal pregiudizio di un’amministrazione faziosa”, ha proseguito Demontis, denunciando il tentativo “di soffocare nella sterile polemica e nel peloso pregiudizio ogni velleità democratica, arrivando persino a ridurre al silenzio la storia di un riscatto dalla dura condizione di disabilità“.

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11 Commenti

  1. Tutto normale, ricordo con pena e vergogna,per il pd ovviamente, quando un loro ministro parlò di ‘ spese gravose nel formare e supportare ragazzi italiani ‘ , figuriamoci se si tratta di un giovane disabile di casapound…..faranno una legge ad personam per esiliarlo in terre lontane….

  2. Basta! Voglio aderire a Casapound
    appena avrò occasione ..cioè tempo
    libero aderiro ,capisco che rimanere
    un cittadino qualunque votando anche bene è poco ! adesso sono a Milano
    sembra l’africa il sud America..
    gli italiani sono pochi e timorosi
    che schifo è troppo!
    Voglio l’Italia hai italiani
    per cosa sono partito volontario
    nei Paracadutisti Folgore?32 anni fa?
    non certo per rischiare la vita
    per lo straniero clandestini !
    Semper fidelis nobis ✋

  3. Questo fatto, se veramente è accaduto, mi spinge a lottare ancora di più per la libertà di pensiero. Il paradosso è che nella motivazione si parla di discriminazione a livello di idee quando Ricci arriva a discriminare a livello di persona! Quello di CasaPound poi non è razzismo, anzi: è differenzialismo culturale di derivazione debenoistiana (tra l’altro “discriminare” significa differenziare, non significa escludere o sopraffare, magari in base alla razza o all’etnia). Differenziare le varie culture è una forma di rispetto per la nostra identità e per quella altrui, è il cosmopolitismo che è violento e che cancella le diverse specificità. I cosiddetti “progressisti” conoscono solo la loro ideologia, non conoscono altre forme di pensiero, sono ignoranti, tutto ciò che non rientra nella loro forma mentis è sbagliato a prescindere, questa ottusità ideologica porta all’intolleranza (non c’è confronto, per quelli di sinistra gli altri sono sempre nell’errore). Contro questa gente non c’è che da condurre una lotta dura.

  4. […] “Siamo costernati di fronte all’abuso perpetrato non solo nei nostri confronti, ma soprattutto nei confronti di Claudio che con entusiasmo portava a Pesaro la testimonianza di una vita non segnata dal fatalismo, ma dalla voglia di reagire alla disabilità diventando maratoneta. Un messaggio positivo e costruttivo, il suo, messo a tacere dall’arroganza e dal pregiudizio di un’amministrazione faziosa”, ha proseguito Demontis, denunciando il tentativo “di soffocare nella sterile polemica e nel peloso pregiudizio ogni velleità democratica, arrivando persino a ridurre al silenzio la storia di un riscatto dalla dura condizione di disabilità“. ilprimatonazionale.it […]

  5. Destra … sinistra … non credo nelle ideologie.
    Sono nata in quella che si definiva sinistra.
    Sono cresciuta a sinistra, quella estrema e ragionata.
    Ho accarezzato l’anarchico.
    Ho realizzato che vivevo una grande bugia, a sinistra come a destra.
    I miei valori sono alti e nobili, ma si scontrano con una realtà meschina e dormiente.
    Mi confronto da sempre con il diverso, attenta e dinamica, mai da spettatrice.
    Ero e sono protagonista delle mie scelte e le mie scelte sono bisogni primari, calpestati da una pseudo sinistra e il cuo soddisfacimento è promesso da una “nuova” destra.
    Non sto a sinistra né a destra.
    Io, il mio io, il mio ego siamo lì dove c’è rispetto per la dignità ed il diritto alla vita.
    CasaPound ha tutto il mio sostegno, io ho tutto il mio sostegno.
    Il mio pensiero è rappresentato.
    Il mio sentimento è rispettato.
    Mi rendo utile, senza slogan.
    Di sicuro, se non partecipiamo alla vita del paese, dove possiamo vivere sani e felici, imparartendo ed imparando regole semplici , ricordandoci che diritti e diveri sono uguali per tutti, non abbiamo il diritto di parola né di voto.
    Non riconosco l’autorità di questo governo e noi tutti qui a scrivere fiumi di parole (me compresa).
    Utili sì, ovvio che sì, ma dalla teoria alla pratica basta poco: volontà.
    Cosa aspettiamo ancora?
    Votare? … ok. Votiamo.

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