cieromaRoma, 23 Dic – Si erano cuciti la bocca l’altro ieri al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria (Roma). Il clamoroso gesto era stato messo in atto da dieci immigrati per “protestare contro il protrarsi della permanenza nel CIE”. Tra di loro un imam di 32 anni, quello che avrebbe fatto partire la protesta.

“La loro protesta ci impone con forza di riaprire il dibattito nazionale su questi luoghi disumani e su una legge, la Bossi-Fini, che equipara a criminali chi fugge da guerre, violenze e povertà – aveva prontamente dichiarato il sindaco di Roma, Ignazio Marino -. Non possiamo, e non vogliamo abituarci alle tragedie. Dobbiamo, al contrario, impegnarci tutti contro l’indifferenza”.

Quattro di loro, però, criminali lo erano davvero. La polizia rende infatti noto che i quattro, tutti tunisini, sono ex detenuti.  Tre di loro sono stati in carcere per spaccio mentre il quarto, l’imam che aveva dato il via alla protesta, per rapina, lesioni e tentato furto. I tunisini, sostengono sempre le fonti di polizia, alla fine della protesta saranno rimpatriati.

Cristiano Coccanari

 

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