pg-24-krokodil-reut_616733aRoma, 17 feb – C’è una confusione mediatica da correggere sulla droga “dei cannibali”. Si tratta del nome giornalistico per indicare una nuova droga dagli effetti eccitanti molto intensi e confusi, cosicché chi è in preda all’intossicazione compie una serie di atti aggressivi, contro sé o gli altri, tra cui mordersi o mordere gli altri, ed è spesso fermato mentre si aggira simile ad uno “zombie”.

Ad oggi ho riscontrato in rete almeno tre identità della droga cannibale: un cannabinoide sintetico, di laboratorio, svariate volte più potente del thc contenuto nella cannabis vegetale: è solitamente venduto in forma di incensi, come il componente in questione non dichiarato. L’altra forma sono i cosiddetti “sali da bagno”, appunto polveri o cristalli contenenti sostanze eccitanti simil-amfetaminiche (catinoni). Recentemente ho letto anche della droga “krokodil” (una eroina dei poveri, la desomorfina) indicata come droga cannibale. E’ pur possibile che un narcotico abbia anche effetti allucinogeni (la stessa morfina ne può avere), ma non è tipico né è così intenso per i prodotti simili all’eroina.

Mi chiedo quindi se non vi sia un calderone giornalistico in cui la suggestione della “droga cannibale” è appioppata di volta in volta a vecchie e nuove conoscenze del mondo degli stupefacenti che però non hanno direttamente a che fare col fenomeno.

La diffusione di queste sostanze è legata sostanzialmente al potere stimolante, euforizzante, costruito a tavolino o per uso improprio (endovenoso) di sostanze concepite per assunzione orale.

In ragione di questo alto potere euforizzante sono anche sostanze in grado di indurre un uso “a cascata”, o “ad abbuffata”, cioè un uso rapidamente crescente o ripetuto fino a esaurimento scorte, con effetti finali imprevedibili da parte del soggetto stesso. Un’eccezione è il narcotico krokodil, che funziona invece come la morfina e l’eroina, quindi produce una sazietà di durata variabile. In questo caso, il nome è dovuto non all’aggressività del comportamento quanto allo “spellamento” prodotto da una reazione tossica ad alcune componenti della droga (ricavata da compresse destinate all’assunzione orale). Peraltro avevamo avuto in Italia un fenomeno simile con l’eroina-base utilizzata come eroina alternativa e più potente per via inalatoria (il Kobret diffuso soprattutto in Campania).

Il mercato forse meno prevedibile è quello dei catinoni. I super-cannabinoidi o i super-narcotici sono di solito richiesti da soggetti già assuefatti alle sostanze classiche. Il krokodil in particolare è diffuso in territori (come la Russia) in cui non esistono trattamenti diffusi contro la dipendenza da narcotici, per cui i tossicomani impoveriti sono alla ricerca di sostanze ugualmente potenti ma poco costose e magari legali (come la desomorfina di origine farmaceutica).

Matteo Pacini

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