Roma, 25 mag – Il quartiere San LorenzoSan Lorenzo, storico feudo rosso e “antirazzista” romano, dice no all’arrivo di 150 profughi nei propri quartieri. Il presidente del municipio Giuseppe Gerace ha espresso preoccupazione al sindaco Marino per l’insediamento degli immigrati, entro due mesi, in uno stabile di quattro piani per cinque unità abitative in via dei Reti.

L’edificio, confiscato alla mafia, era stato inizialmente richiesto dal comune per destinarlo a famiglie in emergenza abitativa. Nei due mesi necessari per le pratiche burocratiche, i richiedenti asilo saranno ospitati presso una struttura della Fondazione dei cavalieri di Colombo, sempre a San Lorenzo in via dei Sabelli 88.

Gerace, pur ribadendo la propria disponibilità all’accoglienza, ha affermato che l’assegnazione dello stabile in questione va valutata e discussa con l’intero consiglio comunale e non imposta dall’alto, senza interpellare minimamente i cittadini di un quartiere già provato da microcriminalità, spaccio e degrado.

Queste tematiche sono estremamente sentite da chi vive il quartiere quotidianamente, senza essere uno studente fuori sede oppure un attivista dei centri sociali non residente. I rapporti tra antifascisti ed immigrati locali, tra l’altro, non sono neanche dei più rosei viste le cronache del gennaio 2014 in cui vi furono episodi di violenza tra le due “fazioni”.

Il sentimento popolare e le dichiarazione dei comitati di quartiere sono indice del timore che l’inserimento di oltre cento elementi in fuga dai loro paesi di origine in un quartiere già degradato dallo spaccio, dalle aggressioni e dalle risse tra bande di quartiere, dai negozi che vendono alcool fino a tarda notte e da una movida sregolata, possa essere per loro non un’occasione di integrazione ma solo una scorciatoia per cadere nel giogo della criminalità.

Alessandro Bizzarri

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here