raiRoma, 9 nov – Cinquecentomila euro in quattro anni. A tanto ammonterebbero i “regali” elargiti dalla TV pubblica ai più svariati personaggi fra il 2008 e il 2012. Il tutto senza nessun rendiconto nè causale specifica. A rivelarlo sarebbe l’esito di un’indagine portata avanti dalla Commissione di Vigilanza della RAI, a seguito di una segnalazione anonima giunta sulla scrivania del Direttore Generale Luigi Gubitosi. Potrebbe trattarsi soltanto della punta di un iceberg fatto di regalie tra le più svariate: dai Rolex alle coppe d’argento, dalle penne ai bracciali,”presentini” di valore variabile dalle centinaia alle decine di migliaia di euro. Rispetto alla richiesta di chiarimento giunta dal Parlamento, la dirigenza ha riconosciuto “criticità relative alla gestione degli omaggi e dei beni promozionali in ordine alla loro movimentazione e tracciabilità”. La nota, inoltre rileva che la RAI  “ha adottato opportune azioni correttive”. E “dopo rituale procedimento disciplinare”, ha preso “adeguati provvedimenti verso il responsabile di processo”.  Nel concreto giunge una delibera dello stesso Direttore Generale, che le agenzie di stampa riassumono in quanto segue:  “L’ufficio “omaggi” avrà un budget di spesa ridotto. Comprerà solo beni che il Cerimoniale consideri indispensabili e che l’azienda distribuirà in occasioni già in calendario (ad esempio, il Festival di Sanremo). L’acquisto degli oggetti, il destinatario finale e il motivo del dono saranno operazioni “tracciabili” perché sempre registrate al computer. Infine si proverà a smaltire preziosi e gadget che sono in magazzino con ancora impressa la “farfallina”, logo aziendale ormai superato. Alcuni di questi beni finiranno in beneficenza. Nella sua stessa delibera, Gubitosi disciplina gli omaggi in entrata (non solo quelli in uscita). I dipendenti  –  c’è scritto  –  non potranno ricevere doni di valore superiore ai 150 euro.

«Lo scandalo è vergognoso» tuona Roberto Fico, responsabile della Commissione di Vigilanza.  “l’azienda deve fare assoluta chiarezza. Le risorse pubbliche devono avere percorsi certi e la Rai riceve 1 miliardo e 750 milioni all’anno di canone pagato dai cittadini: i cittadini devono sapere dove vanno questi soldi”.  Il presidente della Vigilanza ha puntato il dito contro «la modalità di spendere i soldi pubblici come se fossero i propri. La cosa incredibile è che ci sono persone che hanno accettato questi regali. E, da quello che leggiamo, ci sono anche di parlamentari o comunque di gente della politica». Esiste una lista? «Non ho nessuna lista», ha risposto. «Ma è incredibile che un parlamentare possa ricevere regali anche da un’azienda pubblica».

Il problema che sta alla base è sempre lo stesso. Poca trasparenza nella gestione del denaro, spesso e volentieri drenato dalle casse dei cittadini. Soldi che vengono spesi da manager pubblici come fossero propri, elargiti a destra e a manca come se si trattasse di doni privati. Nessun rendiconto, nessuna causale: e soprattutto questo che fa impressione. La facilità estrema con la quale chi ha accesso ai conti della Tv di Stato può “coccolare” i potenti con lussuosi omaggi (gentilmente offerti dagli abbonati). Certo, non si sta parlando di milioni di euro (per il momento) ma i presupposti per una “regalopoli” ci sono tutti.

Francesco Benedetti

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

nove − tre =