Trieste, 26 ott – La propaganda filo immigrazionista ha raggiunto picchi di delirio puro. Un’insegnante di Trieste, stando alla denuncia della madre di una delle alunne dell’Istituto di Borgo San Sergio, ha assegnato un inconsueto compito agli studenti: intervistare gli immigrati sulla propria storia personale. “Ti sembra normale? – scrive la mamma su un post Facebook pubblicato sulla pagina “Trieste Sepolfar” – Parliamo di ragazzini di 13-14 anni! Uno di loro ha riferito a questa insegnante che l’immigrato lo ha insultato ed è dovuto scappar via. Ma con tutto quello che si sente danno questi compiti per casa? Non si può stare tranquilli nemmeno a scuola”.

No, tutto questo non è affatto normale. E’ pura follia e bene ha fatto Deborah Clari, che oltre ad essere la madre autrice della denuncia è anche presidente dell’associazione Tiaiutiamonoi Trieste Onlus, a far venire alla luce questa vicenda. Perché davvero non è ammissibile che gli studenti italiani subiscano un tale lavaggio del cervello. Questa professoressa, afferma la Clari, “fa pressioni politiche, decisamente di sinistra, sui ragazzini, invece di dar loro gli strumenti per farsi una loro opinione. Ha dato della razzista a mia figlia solo perché si è permessa di dire che non tutti gli immigrati sono rifugiati politici e non tutti sono qua per lavorare”.


Oltre ad essere assurda l’iniziativa della professoressa, che invece di assegnare compiti seri agli alunni li accusa addirittura di razzismo, alla luce dei numerosi fatti di cronaca risulta pure decisamente pericolosa. E’ notizia di ieri, ad esempio, che una ragazzina di tredici anni è stata stuprata in pieno centro ad Ascoli da due migranti. “Mia figlia – la madre dell’alunna di Trieste – ha 14 anni e certamente non le permetto di girare da sola per città, figuriamoci poi fermare uno sconosciuto, migrante o meno, per chiedergli i dettagli personali della sua vita! Assurdo, pericoloso e fuori legge visto che si parla di minorenni. Ho scritto una mail al Preside della scuola perché voglio informarlo dell’accaduto e che prenda provvedimenti con l’insegnante”.

Non fa una piega. La scuola non ha ancora risposto né preso provvedimenti, ma il post su Facebook della madre che ha denunciato il fatto è ormai diventato virale. E sta giustamente facendo infuriare genitori e cittadini di Trieste.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. sarà impietoso affermarlo,ma a parere dello scrivente casi come questi nascono da un profondo disagio psicologico personale che si proietta nel “diverso da sè” per autonomasia,ossia il mitico “migrante” preferibilmente di pelle scura(occorre dirlo ?) forse anche condito da quel taboo assoluto,ossia quell’ascendente sessuale-passionale (anche solo a livello di fantasia) dell’immigrazionista nei confronti dell’africano a cui riconoscono ab origine potenza muscolare e vigore sessuale.

    per altri versi però questi insegnanti non sono altro che la versione 2.0 aggiornata dei nostri “docenti” -sedicenti antifascisti durante il Ventennio- che entravano in classe negli anni 70 con l’Umidità OPS l’Unità sotto al braccio; con la loro faziosità militante hanno spostato prepotentemente verso Destra un esercito di allora adoloscenti poi diventati Uomini…

  2. Questa è pura follia criminale!
    Del resto se non sei un lobotomizzato mentale che a sua volta fa la medesima propaganda non hai possibilità insegnare nella scuola pubblica (e chi ne è uscito sano lo sa bene)…
    Ma qui siamo al delirio totale!

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