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Rimini, spiaggia notturna, teatro di due stupri uno riuscito e l’altro tentato, nella stessa notte di Ferragosto, ad opera di altrettanti stranieri

Rimini, 18 ago – Notte di paura e orrore, quella di Ferragosto a Rimini.

Alle 5 della mattina, dopo una festa al bagno 110, all’altezza della zona sud di Rimini, una ragazza ventenne, milanese, reduce dalla tradizionale festa notturna, cercando la propria comitiva sulla spiaggia si imbatteva in un giovane di colore, poi descritto dalla medesima “alto e con le treccine”, che dopo averle offerto compagnia e collaborazione per la ricerca la aggrediva, portandola nella zona delle cabine e violentandola. Solo all’arrivo di alcune persone la ragazza trovava la forza per urlare, mettendo in fuga il delinquente che faceva perdere le proprie tracce.

Soccorsa dal 118, le veniva effettivamente riscontrata la violenza sessuale. Le ricerche del colpevole sono in corso e basate sull’accurato identikit fornito dalla vittima.

Non è finita qui, perché nelle stesse primissime ore del 16 agosto e sempre a Rimini, sulla battigia all’altezza del bagno 63 dove si stava svolgendo un’altra festa, una 24enne riminese, giunta in riva al mare intorno alle 1:30, era stata afferrata per le spalle e scaraventata a terra da un uomo con l’evidente intento di violentarla. La ragazza era riuscita a divincolarsi e scappare per chiedere aiuto a una volante della polizia che, in base agli elementi forniti dalla vittima, riusciva a fermare e arrestare il responsabile ancora in zona, sebbene dopo un lungo inseguimento per le vie cittadine. Alcune ore dopo l’arresto si è appreso che si tratta di un cittadino marocchino.

Nonostante la fortuna per la mancata violenza, la giovane riminese ha perso la borsa: abbandonata sulla battigia durante la fuga disperata, al ritorno scopriva che le era stata rubata.

Un senegalese 47enne senza fissa dimora è stato invece arrestato a Pisa per violenza sessuale, fortunatamente con consumata: verso le 4 di domenica mattina aggrediva infatti una giovane nel centralissimo Corso Italia, palpeggiandola nelle parti intime. La ragazza riusciva a superare lo shock e, urlando, a richiamare l’attenzione di alcuni passanti che mettevano in fuga l’aggressore. Grazie all’identikit del delinquente, la sera successiva una volante della polizia lo identificava in Piazza delle Vettovaglie procedendo quindi all’arresto.

Storia lunga e tragica, un vero inferno, quella che si apprende infine da Roma. Lei, madre di due figlie nate da un precedente matrimonio, sopportava da anni in silenzio le violenze del marito egiziano, finché la drammatica scoperta – grazie alla confessione della figlia maggiore – delle violenze sessuali continuate cui era stata ella stessa sottoposta insieme alla sorella minore la induceva a denunciare finalmente l’egiziano di 37 anni, delle cui generalità sono state fornite soltanto le iniziali A.G.H.M., che veniva tratto in arresto dagli agenti del commissariato Tuscolano di Roma con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

Le donne sono state invece portate in un centro progetto per le donne vittime di violenza per la dovuta assistenza.

Francesco Meneguzzo

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