Roma, 9 gen – Il tema dei rincari delle autostrade italiane con i maxi aumenti dei pedaggi che hanno accompagnato, come da consueta tradizione, l’inizio del nuovo anno, tiene banco da giorni. A fronte di incrementi medi – spesso non commisurati agli investimenti effettivamente posti in essere da parte dei concessionari – che si avvicinano al 3%, sono molte le arterie che vedranno le tariffe per cittadini, lavoratori, pendolari e turisti schizzare decisamente all’insù. Al di là del caso-limite della Aosta-Morgex, insieme alla Milano Serravalle la stangata più grande la subiscono il Lazio e l’Abruzzo, dove le autostrade A24 Roma-Teramo e A25 Torano-Pescara si sono viste garantire ritocchi al rialzo che sfiorano il 13%.

E così, dopo la protesta dei sindaci delle zone interessate, oggi una una delegazione di cittadini dei comitati della periferia est di Roma guidata dal candidato alla presidenza della regione Lazio per CasaPound, Mauro Antonini, ha protestato sotto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo di poter partecipare al tavolo sui rincari dei pedaggi.

“Siamo qui sotto con una delegazione di 30 rappresentanti dei comitati della periferia Est di Roma, ma ci è stato impedito l’accesso”, ha spiegato Antonini. “Chiediamo solo – ha aggiunto – un confronto con Zingaretti e il ministro Delrio, invece siamo stati bloccati all’entrata. Questo incontro – denuncia il candidato di Cpi – si conferma una farsa da campagna elettorale: tanto valeva pensare di risolvere il problema in una direzione del Pd”, prosegue Antonini, che conclude: “I cittadini sono stufi di subire rincari ingiustificabili per arricchire le famiglie che controllano la rete autostradale. Le autostrade devono essere pubbliche, un servizio accessibile a tutti e non un modo per fare cassa sulla pelle dei pendolari”.

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here