Roma, 12 set – Neanche il tempo di avventarsi sulla ben poco chiara vicenda del presunto stupro di Firenze, accolta con sollievo dai buonisti in cerca di un diversivo dalla storiaccia di Rimini e dalle statistiche del Viminale sulla quantità abnorme di violenze carnali degli stranieri, che ecco arrivare da Roma un altro fatto di cronaca che ripropone l’emergenza. All’alba di sabato, in quella terra di nessuno che la zona attorno alla stazione Termini, una ragazza finlandese è stata picchiata, rapinata e violentata da un immigrato del Bangladesh. La ragazza, giunta in Italia da qualche giorno per lavorare come baby sitter, aveva passato la serata di venerdì in un locale vicino alla stazione con un’amica. Poco prima dell’alba la giovane ha cercato un taxi per tornare a casa. È in quel momento che le si è avvicinato lo straniero che, con modi gentili, si è offerto di accompagnarla a casa.

La giovane si è fidata dell’uomo e ha accettato il passaggio. Dopo aver fatto un centinaio di metri dal locale lo sconosciuto ha tentato un approccio sessuale con la donna, nonostante lei avesse tentato di gridare e di opporsi all’aggressore. L’immigrato ha minacciato di morte la vittima (mi diceva ” ti spacco la faccia” “ti ammazzo”, ha raccontato agli inquirenti tra le lacrime), e dopo averla picchiata con una grossa pietra, l’ha costretta a seguirlo in una zona buia e appartata, all’angolo tra Castro Pretorio e via Palestro, dietro un bus, dove l’ha obbligata a subire la violenza sessuale. L’uomo ha rubato alla vittima anche quaranta euro, poi è scappato.

Le indagini della quarta sezione della squadra Mobile e del commissariato Viminale hanno portato a identificare e arrestare l’uomo poche ore più tardi: S.K., 23 anni del Bangladesh, è stato rintracciato e bloccato in piazza Fiume. L’uomo è stato anche riconosciuto dalla vittima. Per l’uomo, accusato di violenza sessuale e rapina, i pm della Procura di Roma, coordinati dall’aggiunto Maria Monteleone, hanno chiesto la convalida del fermo. A incastrare l’uomo ci sono anche le immagini registrate da alcune telecamere. I video confermano sostanzialmente il racconto della vittima: gli investigatori hanno setacciato palmo a palmo la zona teatro dell’episodio, intorno a via Palestro, e incrociando anche le informazioni dei database delle forze dell’ordine e alcuni profili social sono arrivati all’identità del presunto colpevole, fermato nel ristorante in cui attualmente lavora, nella zona di piazza Fiume. La polizia ha trovato anche i vestiti indossati la sera dello stupro, riconoscibilissimi dai video. L’uomo, 22 anni, è nel nostro Paese dal 2014 e ha un regolare permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari: in questo lasso di tempo avrebbe svolto diversi lavori, per lo più proprio nel settore della ristorazione.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. mi ricorda un pò la genesi e repentina trasformazione del “tuti piange bambini scapati da la gueera” usato dagli albanesi nel 1991 in “spaco botilia amazo familia”,visti i fatti contestati.
    Siamo a questi livelli qui,se ci permettiamo di dare un PERMESSO UMANITARIO ad un tizio del Bangladesh (guerre zero,dittature zero,crescita PIL 6% circa ,cioè sei volte quello Italiano).
    un unico dubbio rimane.
    come dirà un bengalese “tuti piange bambini scapati da la gueera” ?

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