Salvini MineoMineo (Ct), 5 set – Dopo i fatti di Palagonia, il paese nell’entroterra catanese dove un clandestino della Costa d’Avorio ospite del vicino Cara ha aggredito e ucciso una coppia di anziani, non prima di aver abusato della donna, Matteo Salvini ha deciso di visitare il “luogo incriminato” per rendersi conto della situazione. Insieme a lui anche una delegazione siciliana del movimento Sovranità.

“Centro per immigrati di Mineo, Catania, 100 milioni di euro di business.
Oggi su 3.042 ospiti (2.895 uomini) sapete quanti sono coloro che scappano dalla guerra in Siria, Libia ed Eritrea? 2. Due. 2 in tutto.
In 291 arrivano dal Bangladesh (c’è la guerra?) e 4 perfino dall’India.
Profughi o clandestini? Vedete voi…”, ha scritto sulla sua bacheca facebook appena giunto nei pressi della struttura, evidenziando già da subito la contraddizione fra la denominazione e gli ospiti: come mai un centro per richiedenti asilo accoglie immigrati provenienti da zone non di guerra, per cui difficilmente potranno davvero ottenere lo status di rifugiati?

Seguito nel suo percorso dai cronisti de Il Tempo, Salvini prosegue il tour incontrando anche esponenti della comunità ivoriana, con il quale vi è un simbolico scambio di battute. “Non ho nemmeno il coraggio di guardarla negli occhi”, spiega il giovane rappresentante degli immigrazioni dal paese africano, a cui Salvini risponde: “Non siete voi a dover chiedere scusa, è lo Stato a doverlo fare“.

Ed è il governo il principale obiettivo degli strali del segretario leghista. “Il segretario del Pd e Alfano sono due incapaci incollati alla poltrona. Dove sono? Renzi e Alfano non li vedo, non li ho visti a Palagonia: fossi in loro mi vergognerei”, è l’accusa lanciata.

Non mancano anche osservazioni di più ampio respiro sul fenomeno migratorio, segno che la riflessione salviniana non si limita alla questione barconi e respingimenti. “In Siria c’è la guerra, c’è il 40% del territorio occupato dal califfato islamico, quindi lì veramente bisognerebbe intervenire con le bombe per sterminare quelle bestie”, spiega il leader del carroccio, sottolineando che l’Italia non può “pagare il colonialismo altrui”, evidente riferimento ai recenti interventi internazionali diretti e indiretti che hanno, sotto la maschera dell’umanitarismo, contribuito solo a peggiorare la situazione.

Roberto Derta

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