Roma, 24 lug – Il caso degli abusi sessuali sui minori del coro del duomo di Ratisbona è solo una delle tante squallide vicende che negli ultimi anni hanno visto coinvolti alti prelati della Chiesa Cattolica o c’è di più? Ne è convinto Ettore Gotti Tedeschi, banchiere d’affari ed ex presidente del potente Istituto per le opere di religione, il celebre Ior, che in un’intervista al Giornale punta il dito non contro il fratello maggiore di Joseph Ratzinger, Georg, che del coro è stato direttore per molti anni, bensì contro l’attuale pontefice che starebbe lavorando per allontanare la scomoda presenza del Papa Emerito.

“Benedetto XVI è uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa, destinato a esser considerato “magno”. Gli si attribuisce un solo difetto: essere stato un Papa restauratore e conservatore, attributi che oggi sono diventati un male assoluto”, spiega Gotti Tedeschi, denunciando che “stanno cercando di intimidire il Papa Emerito affinché non si permetta di dare suggerimenti o persino di correggere ciò che si dice o non dice ma si fa capire in materia dottrinale“. Continua Gotti Tedeschi: “Come sorprenderci dell’utilizzo di notizie di scandali per mettere in difficoltà indirettamente il Papa Emerito? La medesima strategia è stata utilizzata pochi giorni fa con il cardinal Pell: stesso scandalo riferito a 50 anni prima”. Ci sono già dei precedenti: “Stesse modalità son state usate con due istituzioni religiose feconde di conversioni e seminaristi, ma che insegnavano la teologia di Tommaso d’Aquino anziché quella di Rahner”.

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Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior dal 2009 al 2012

La questione non è solo dottrinale, ma riguarda proprio l’intera impalcatura su cui si regge la Chiesa Cattolica e che Bergoglio sta riformando nel profondo. Temi spinosi sono, ad esempio, l’immigrazione e il ruolo della Cei, sui quali le parole pesano come macigni: “Ha ragione Galantino, per due ragioni legate al bilancio Cei di cui sembra necessario fare crescere i risultati. L’immigrazione sembra poter garantire maggiori ricavi. Come diceva il Corriere ieri, magari qualche “briciola” potrebbe compensare, attraverso strutture satelliti, la diminuzione dell’otto per mille alla Cei. L’immigrazione permetterà la riduzione dei costi, poiché grazie alla immigrazione si accelererà il processo di sincretismo religioso che permetterà di ridurre gli sforzi di evangelizzazione e i costi relativi. Galantino è il Marchionne della Cei”.

Grande è la confusione sotto il cielo del Vaticano, tanto che qualcuno è perfino arrivato a ventilare uno scisma che, nei fatti, sarebbe già in atto. Ipotesi che Gotti Tedeschi non sembra escludere: “Spero ci si sia resi conto che stiamo vivendo un momento storico su cui disputeranno filosofi, teologi, storici per chissà quanto tempo. La confusione su cosa è bene e cosa è male. Sta esplodendo un confronto non tanto tra progressisti o tradizionalisti bensì tra chi ha ancora fede e chi questa fede crede sia soggetta anch’essa alla teoria evoluzionistica”.

Nicola Mattei

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  1. le ”questioni religiose” sono cose da superare..cose da guardare come vestigia di un tempo legato alla storia del passato, ormai obsolete, inutili e dannose!

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