Sol.Id: la lotta all’Isis riparte dal “Mediterraneo Solidale”

12015151_993601300682944_8955880609012677622_oRoma, 24 set – “Siamo anche noi contro l’Isis, come lo sono tutti. Ma, a differenza degli altri, noi dialoghiamo con chi l’Isis lo combatte veramente”.

È questo uno dei messaggi lanciati nella conferenza stampa di presentazione della conferenza sul “Mediterraneo Solidale”, in programma sabato 26 settembre a Roma, presso l’Hotel dei Congressi.

A ridosso del grande evento interreligioso e interculturale, la onlus Solidarité Identités ha incontrato i giornalisti per spiegare il senso dell’evento e magari diradare qualche polemica di quelle scoppiate in questi giorni.

“Il Mediterraneo – ha spiegato Giovanni Feola, responsabile di Sol.Id. – balza oggi agli onori delle cronache solo in quanto tomba di rifugiati e brodo di coltura del terrorismo. Per noi, invece, deve tornare a essere un faro di civiltà. Ma per arrivare a tanto è necessario dialogare con tutte le parti in causa. E questo è lo scopo del nostro evento”.

Alla conferenza stampa è intervenuta anche l’ex parlamentare del Pdl Souad Sbai, che parteciperà all’evento, e che ha segnalato l’importanza di focalizzare l’attenzione sul problema delle donne e l’Islam, a cui è specificatamente destinata una sessione del convegno, nonché sull’emergenza terrorismo.

Proprio su quest’ultimo argomento, Adriano Scianca, direttore del Primato nazionale, media partner dell’evento, ha precisato che “la nostra scelta di campo è chiara: siamo contro chi, direttamente o indirettamente, sostiene il terrorismo e siamo a favore di cui, direttamente o indirettamente, il terrorismo lo combatte. La grande contraddizione dell’Occidente è quella di voler contrastare l’Isis facendo allo stesso tempo stucchevoli esami di democraticità ai nemici dell’Isis. E non si capisce come credano di uscirne. Noi, invece, crediamo che sia importante gettare ponti verso tutti quegli ambienti, anche interni all’Islam, che sono in prima linea contro lo Stato islamico”.


Appena accennata, invece, la questione del ritirato patrocinio della Regione Lazio: “La Regione – ha spiegato Scianca – sapeva tutto, sapeva chi organizzava, l’argomento e l’identità degli ospiti invitati. E non ha posto obiezione alcuna. Poi si è tirata indietro dopo aver concesso il patrocinio, adducendo motivazioni assurde. Perché hanno agito così? Semplice, perché si ritiene che il mondo del volontariato e della cooperazione debba essere appannaggio dei soliti noti, come se certi ambienti politici e ideologici avessero il monopolio della solidarietà. Da oggi non è più così”.

Giorgio Nigra

Print Friendly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.