Strage a Lampedusa: l’immigrazione continua ad uccidere

lampedusa_corpiA pochi giorni dalla morte di tredici immigrati annegati a Scicli a pochi metri dalla riva, dopo esser stati costretti in malo modo ad abbandonare l’imbarcazione su cui viaggiavano, ennesima, gravissima strage di migranti.

Centoundici i corpi senza vita per ora recuperati, 155 i tratti in salvo e, dunque, tanti, tantissimi dispersi per i quali ovviamente si teme il peggio. È accaduto a poche centinaia di metri dall’Isola dei Conigli, a largo delle coste di Lampedusa, ormai invasa da clandestini e che ora si trova ad affrontare questa ennesima sfida.


L’imbarcazione era quasi giunta a destinazione quando, per farsi notare, alcuni hanno incendiato una coperta. La nave, sporca di benzina, ha preso fuoco, in molti si sono gettati in acqua, tanti non sapevano nuotare, la nave che nel frattempo si è capovolta ha fatto il resto. I corpi che ora invadono la banchina saranno trasferiti all’aeroporto.

«Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo», ha affermato il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, stanca di lanciare appelli a vuoto. Al governo italiano, all’Europa; ormai molto probabilmente stanca, sfinita dalle parole vane lanciate dai soliti bravi a predicare ma fermi alla vacuità delle chiacchiere.

La verità è che nessuno fa nulla e che per l’Europa i clandestini che sbarcano nel nostro paese, magari per poi trasferirsi altrove, come rivelano le statistiche, sono sempre stato soltanto un problema italiano. E delle vittime di queste tragedie continue.

Come dimenticare quella che nel 1996 avvenne poco distante da Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa: anche allora centinaia di morti a provare un strage che ha rischiato di rimanere nascosta, mai denunciata da nessuno e coperta dall’omertà di tanti.

Sono passati diciassette anni. Nulla è cambiato. Ancora immigrazione, disperazione e morte.

Ci dichiara tutti colpevoli della «globalizzazione dell’indifferenza» il presidente della Camera Laura Boldrini. Che evidentemente non si accorge del cortocircuito tra l’immigrazione reale e quella ideale che, insieme al ministro per l’Integrazione Kyenge, rappresenta alla perfezione. Un cortocircuito che la Lega, forse inopportunamente, ma di certo non a torto, denuncia fin da subito.

«E’ una vergogna!», ha commentato papa Francesco. Ma quale è la vergogna? Come l’impotenza ed il buonismo italico potranno evitare simili tragedie?

«Non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi», dichiara allarmata la Nicolini. Già nella notte 463 persone erano sbarcate. Oltre 1350 le persone ospitate nel centro d’accoglienza. È emergenza.

Dal ’94, oltre 6200 morti hanno trovato la morte nel canale di Sicilia.

«Telefonerò al presidente della Commissione Ue Barroso e farò sentire la voce forte dell’Italia», ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. «Speriamo che l’Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo», ha aggiunto.

Una determinazione tardiva che suona colpevole. Mentre l’immigrazione di massa continua ad uccidere ed alimentare loschi traffici.

Emmanuel Raffaele

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