taxi2Milano, 17 ott – Due tassisti milanesi sono stati fermati dalle autorità tedesche nella stessa città – Resenheim in Baviera – e per lo stesso motivo (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina), ma in tempi diversi. Due casi identici accaduti, il primo tre settimane fa e l’ultimo venerdì scorso.

La cittadina di Rosenheim si trova a pochi chilometri dal confine austriaco, a sud di Monaco di Baviera, e pare che ultimamente sia diventata tappa di passaggio di molti taxi provenienti da Milano e da altre città italiane. Le autorità di frontiera tedesche, insospettite da questo andirivieni, hanno incrementato i controlli che hanno portato al fermo dei due tassisti milanesi.

I due uomini hanno accettato di portare in taxi in Germania un gruppo di immigrati ed entrambi sono stati bloccati dopo il controllo. Al primo tassista in realtà è andata meglio dopo aver dimostrato di avere preso la chiamata via radio e quindi di non potere sapere in anticipo chi stava per portare. Non così per il secondo tassista, la cui situazione è quindi più delicata e per il quale pare essersi aperto un mezzo caso diplomatico. Rischia infatti, in un processo, la condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e anche di dover farsi carico delle spese di rimpatrio degli immigrati irregolari tutti apparentemente provenienti dalla Siria, anche se in tal senso non ci sono conferme. Resta il fatto che è proprio il traffico di siriani clandestini che è attualmente sotto i riflettori delle autorità tedesche forse proprio in seguito all’arrivo dei profughi sulle coste siciliane e all’aumento degli sbarchi a Lampedusa.

La legge tedesca sull’immigrazione è ferra sotto questo punto e non transige. L’ingresso e il soggiorno di cittadini stranieri in Germania è regolato da una norma del 2004. Anche qui sono previsti due tipi di soggiorno: temporaneo, la cui durata è collegata ai motivi del soggiorno, o permanente. Per ottenere il permesso di soggiorno un immigrato deve dimostrare di essere in regola con il passaporto o con altro documento di ingresso e di possedere adeguati mezzi di sussistenza. Devono essere note le sue generalità e la nazionalità; inoltre, la presenza del richiedente non deve rappresentare un pericolo per gli interessi della Repubblica federale. Per il rilascio del permesso di soggiorno permanente sono richiesti: il possesso di un permesso temporaneo da almeno cinque anni, adeguati mezzi di sussistenza, il versamento dei contributi pensionistici per un minimo di 60 mesi, e si deve avere un lavoro e una casa. Inoltre, l’immigrato non deve avere condanne penali sulle spalle negli ultimi tre anni e deve conoscere la lingua, la storia e la cultura della Germania. L’ingresso nel territorio della Repubblica federale può essere negato se vi sono i presupposti per l’espulsione e nel caso vi siano “fondate ragioni” per ritenere che gli effettivi motivi del soggiorno siano diversi da quelli dichiarati. Il permesso di soggiorno, invece, può essere rifiutato se ci sono motivi che inducono a ritenere che l’interessato sia un terrorista. Contro il provvedimento di rigetto della domanda è comunque consentito il ricorso all’autorità giudiziaria amministrativa.
L’immigrazione illegale è quindi un reato: le sanzioni prevedono la reclusione, da uno a tre anni, e la sanzione pecuniaria.

Difficile capire se ci sia una reale volontà a trasgredire la legge da parte dei due tassisti milanesi. I conducenti di taxi non hanno effettivamente l’obbligo di richiedere i documenti a chi sale sull’autovettura, certo è che una corsa da 1.000 e passa euro per arrivare in Germania non solo  in tempi di crisi può far gola, ma lascia insospettiti anche sulla reale indigenza di questi migranti già costretti a pagare somme tre o quattro volte superiori soltanto per attraversare il Mediterraneo.

Giuseppe Maneggio

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