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La lettera spedita dal Sindaco di Telgate ai propri concittadini

Telgate (Bg), 31 lug – Piccolo comune dell’est bergamasco, appena a sud dell’autostrada Milano-Venezia e non lontano dal lago d’Iseo, Telgate conta poco più di 5mila abitanti e un primato poco invidiabile: quasi il 30% di stranieri sulla popolazione totale, qualcosa come 1,450 persone in maggioranza indiani, senegalesi, romeni, albanesi. Il terzo comune della Lombardia per concentrazione di stranieri.

Il Sindaco leghista del paese, Fabrizio Sala, a fronte delle difficoltà in cui sono precipitate nel corso di questa infinita crisi economica molte famiglie locali, ha preso carta penna e protocollo e ha scritto a tutti i suoi concittadini una lettera per invitarli a compilare il modulo allegato, rappresentativo delle proprie eventuali difficoltà, con l’intenzione di chiedere al Governo italiano lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri, riservati a tutti i richiedenti asilo, i presunti profughi per l’analisi delle cui domande servono mesi e talvolta anni – tempo trascorso a carico dello Stato.

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Fabrizio Sala, Sindaco di Telgate (Bg)

La mia proposta”, spiega il Sindaco in un’intervista, “chiede la parità di trattamento tra gli italiani e i presunti richiedenti asilo, perché si sa che la maggior parte di coloro che arrivano sono clandestini che trovano un modo semplice per raggiungere l’Italia”.

Già sotto attacco, con tanto di processo appena iniziato, da parte del “Comitato antirazzista 500 euro” per aver triplicato (da 100 a 325 euro) – con un’ordinanza del giugno 2014 – il costo del rilascio del documento di idoneità alloggiativa destinato soprattutto agli stranieri, il primo cittadino rilancia: “Non vogliamo togliere i fondi agli immigrati, ma garantire lo stesso trattamento anche ai cittadini italiani. Nella nostra città, la crisi si è fatta sentire. Molti sono rimasti senza lavoro, in tanti casi le pensioni sono da fame e gli anziani spesso devono mantenere anche i figli disoccupati”.

A chi lo attacca sostenendo che i 37 euro pro capite provengono dal Fondo europeo per i Rifugiati e le somme sono assegnate alle cooperative attraverso un bando di gara, il sindaco risponde che in realtà “solo un terzo delle spese è finanziato con i fondi europei, il resto lo mette il governo”.

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Telgate in provincia di Bergamo

A chi obietta, infine, che a Telgate non è stato accolto nemmeno un presunto profugo (“Con gli altri sindaci della Bassa bergamasca ci siamo opposti a questo sistema”, conferma Sala), dovrebbe bastare un’occhiata ai numeri. Come precisato dallo stesso Sindaco, “la presenza di stranieri da noi è già al limite”.

Che dopo il “modello Voghera”, con la richiesta di certificazione ufficiale all’extracomunitario della sua reale condizione patrimoniale nel paese d’origine e il conseguente crollo delle domande di contributi economici e razionalizzazione delle graduatorie per gli alloggi popolari a favore degli Italiani in difficoltà, stia nascendo anche il “modello Telgate”?

Francesco Meneguzzo

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