Cremona, 19 gen – Poteva finire in tragedia questa mattina un gravissimo episodio d’intolleranza politica verificatosi a Cremona. Una quindicina di appartenenti al centro sociale autogestito Dordoni, con caschi e mazze, hanno inseguito un postino “colpevole” di essere un tesserato di CasaPound Italia.

395004_4418289709307_1097374923_n Il branco voleva “vendicare” degli altri appartenenti del centro sociale coinvolti, domenica sera, in una rissa fuori dello stadio comunale Giovanni Zini, dopo il derby Cremonese Mantova. Il tafferuglio di domenica era scoppiato, come dichiarato dagli stessi occupanti al Corriere della sera, quando i militanti del centro sociale si erano recati allo stadio per regolare i conti dopo il presunto ritrovamento di materiale propagandistico di CasaPound nei dintorni della loro sede. I militanti di Cpi presenti allo stadio per la partita, all’uscita avrebbero trovato ad attenderli gli antagonisti.

Una versione che coincide con quella fornita da CasaPound. In un comunicato, infatti, l’associazione così ricostruisce i fatti: “Uscendo dal bar adiacente lo stadio abbiamo trovato nel parcheggio un gruppo di autonomi usciti dal centro sociale armati di spranghe e bastoni a tenderci un agguato. Siamo stati caricati e ci siamo difesi, costringendo gli aggressori a scappare dentro il centro sociale”.

La tensione è salita a livelli di guardia dopo una riunione svoltasi proprio nel centro sociale e da cui sembra sia anche partito il gruppo che questa mattina, armato, si era diretto verso la locale sede della associazione CasaPound Italia, obbiettivo della rappresaglia degli autonomi. Nel tragitto il gruppo si è imbattuto in un postino che frequenta la sede della associazione e partecipa spesso alle iniziative culturali e politiche da essa promosse, riconoscendolo hanno cominciato ad insultarlo e ad inseguirlo fino nel condominio dove stava cosegnando la posta.

Il ragazzo ha trovato riparo presso le abitazioni del palazzo e ha avvisato un suo amico che si è recato sul posto per aiutarlo, al suo arrivo il ragazzo O.O. di 38 anni ha raccontato di aver visto “un gruppo di quindici, venti persone incappucciate che brandivano bastoni e mazze, più di uno aveva un coltello seminascosto in tasca e cercavano di introdursi nel palazzo”.

Il branco degli assalitori sembra poco dopo si sia dileguato e il postino ancora sotto shock è potuto tornare in ufficio. Sembra che il tutto si sia svolto senza che neanche una pattuglia della polizia locale o delle forze dell’ordine si manifestasse.

Giuliano Lebelli

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