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Zona de La Spezia, con evidenza delle località di Luni Mare (luogo dello stupro di gruppo da parte degli extracomunitari) e di Arcola (luogo dell’arresto)

La Spezia, 26 lug – Ennesimo crimine sessuale a carico di due extracomunitari, uno di origini medio-orientali, perpetrato a Luni Mare, località costiera dello spezzino al confine con la Toscana, in una zona dove la concentrazione di immigrati più o meno irregolari è particolarmente elevata.

La donna, originaria del nord Europa – non è chiaro se si tratta di una turista oppure di una residente nella stessa provincia per motivi di lavoro – è stata indotta venerdì sera, 24 luglio, a salire sull’auto dei due aguzzini, che l’hanno portata in una zona disabitata vicino allo stesso centro di Luni Mare dove, sotto la minaccia di un taglierino, l’hanno violentata e derubata.

Nonostante lo shock, la donna ha trovato la forza di denunciare ai Carabinieri la violenza sessuale e la rapina, al che sono scattate immediatamente le ricerche.

I due delinquenti, forse resisi conto della gravità dell’atto, hanno commesso allora un errore fatale: il giorno dopo – sabato – hanno telefonato alla stessa vittima, di cui avevano il numero di cellulare, probabilmente per indurre la donna al silenzio. Questa ha quindi richiamato i militari, che hanno individuato per il successivo incontro una zona sicura presso Arcola, una località circa a metà strada tra Luni Mare e La Spezia.

Quando i due stranieri, sabato sera, sono arrivati sul luogo pattuito, invece della donna ad attenderli hanno trovato una ventina di carabinieri in assetto operativo speciale che, in pochi attimi, dopo averli disorientati, li hanno bloccati, ammanettati e caricati di peso su due gazzelle. Nella caserma “Salvo D’Acquisto” alla Spezia i due fermati erano attesi dai carabinieri del nucleo investigativo, dal sostituto procuratore che ha coordinato le indagini e dalla donna vittima dello stupro, per essere accusati dei reati di violenza sessuale di gruppo e rapina.

Un episodio, questo, praticamente contemporaneo a quello altrettanto agghiacciante avvenuto a Roma, sempre venerdì notte, ai danni di una 40enne italiana, drogata, violentata e ustionata da parte di un trentatreenne marocchino, che contribuisce a dare la misura di un fenomeno – quello delle violenze sessuali esercitate da immigrati – sempre più vasto e allarmante.

Francesco Meneguzzo

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1 commento

  1. reato di zinà, fornicazione, uno dei più puniti nel mondo islamico. e molto probabilmente abuso di alcool, stessa pena. Per la legge italiana non ci saranno grandi seguiti, la soluzione è mettere al corrente la comunità islamica dei loro nomi, saranno loro a decretare le conseguenze una volta rimessi in libertà. Su questo loro non scherzano.
    Giulio Gallo, dottore in storia, antropologia delle religioni e fondamentalismo islamico.

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