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Il poliziotto rimasto leggermente ferito viene trasportato verso l’ambulanza

Lido di Camaiore (Lu), 01 ago – Far West in salsa sinti sul lungomare a Lido di Camaiore, famosa località balneare della Versilia al confine con Viareggio, con drammatico inseguimento e sparatoria negli affollatissimi momenti della tarda mattina del primo sabato di agosto.

Erano circa le 12:15 quando una volante della polizia intima l’alt a un’auto sospetta, una Ford con tre persone a bordo, poi risultate tutte zingari di etnia sinti. Il luogo è via Cavour in zona Benelli a Lido di Camaiore.

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Il primo dei sinti fermato dalla polizia

Reduci da uno scippo oppure da un tentato furto – ancora non è chiaro – nella vicina Pietrasanta, i tre delinquenti invece di fermarsi acceleravano e, sul lungomare Sergio Bernardini, cercavano una prima volta di speronare la vettura della polizia. Il conducente ha poi imboccato contromano da una via laterale il viale Pistelli fino a scontrarsi con un’altra volante della polizia accorsa da Viareggio all’altezza di piazza Umberto.

A questo punto, i tre sinti hanno abbandonato l’auto, nella quale più tardi sono stati rinvenuti strumenti da scasso, fuggendo a piedi inseguiti dagli agenti. È così iniziata la sparatoria, pare con almeno un colpo esploso in aria dalla polizia mentre gli zingari hanno risposto sparando ripetutamente ad altezza d’uomo, in mezzo alla folla, per fortuna senza conseguenze.

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Matteo Salvini e, a destra, Dijana Pavlovic, rappresentante nazionale della comunità sinti

Uno dei sinti è stato bloccato a terra, un altro si è dileguato per essere poi fermato in spiaggia all’altezza del bagno Maruska. Il terzo invece è scappato verso la zona monte di Lido di Camaiore e sarebbe tuttora irreperibile. Un agente di polizia è rimasto ferito ma solo leggermente.

Il tutto mentre fuggivano centinaia di bagnanti terrorizzati e i bagnini provvedevano a evacuare le spiagge circostanti. Tanta è stata la paura che una folla inferocita ha tentato con la forza di estrarre dalla volante il primo sinti catturato, che era rimasto anch’egli leggermente ferito. Momenti di tensione comprensibili di fronte a tanta efferatezza che solo per un caso incredibilmente fortunato non si è conclusa con esiti ben più tragici.

Nomadi: alcune centinaia a corteo rom e sinti a Bologna
Un momento della marcia anti-italiana dei sinti a Bologna, in maggio

Non resta che attendere con ansia le argute dichiarazioni giustificative della rappresentante nazionale dei sinti, Dijana Pavlovic, che a giorni alterni non manca di esercitare nei salotti televisivi la sua personalissima reductio ad hitlerum nei confronti di Matteo Salvini e Simone Di Stefano e a ripetere come un mantra fasullo il desiderio irresistibile proprio della sua etnia sinti di integrarsi, dell’ineffabile e sdegnoso presidente della Toscana Enrico Rossi che si vantava della sua foto in mezzo agli zingari mentre invocava la correità degli italiani nei reati più frequentemente ascritti alle comunità nomadi e a queste elargiva ville e alloggi, e di tutti quegli intellettualotti da salottino che in maggio partecipavano a Bologna alla marcia dei diritti anti-italiana affollata proprio di sinti.

Francesco Meneguzzo

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1 commento

  1. la nostra generazione è effeminata o evirata speriamo che le prossime abbiano il coraggio di reagire con le armi contro zingari e boldrinate colluse

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