Torino, 12 feb – Qualche giorno fa su molti media italiani è apparso il video di una discussione avvenuta tra Giorgia Meloni e Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino. Il battibecco riguardava la promozione riservata alle famiglie arabe che permette di acquistare 2 biglietti al prezzo di uno. Ma c’è un estratto che nessuno ha evidenziato a sufficienza. A un certo punto il direttore parlando alla Meloni dichiara:

“Tra l’altro le ricordo una cosa e lei lo sa benissimo. Negli anni 20 fu letta una petizione al congresso americano in cui si diceva puzzano, hanno i pidocchi, violentano le nostre donne, rubano.. e si parlava degli italiani. Sa come rispose il Metropolitan? Facendo una mostra su Leonardo Da Vinci con tutti i cartelli in italiano per coinvolgere gli italiani”

Il direttore si riferisce a un testo che gira da circa una decina d’anni e che probabilmente tutti abbiamo visto su Facebook e che riportiamo:

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

La relazione così prosegue:

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo, secondo quanto si legge in internet, sarebbe tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, e risalirebbe all’ottobre 1912. Il problema è che si tratta di una bufala, come confermato da Attivissimo e Bufale.Net, due tra i siti più citati dai debunker ma stranamente dimenticati in questa occasione. E da una veloce ricerca web non risultano mostre dedicate a Da Vinci nei primi anni del novecento al Metropolitan, al contrario il sito del Metropolitan presentando “Leonardo da Vinci, Master Draftsman” tenutasi nel 2003 la descrive come “The first comprehensive exhibition of Leonardo da Vinci’s drawings ever presented in America”. Due bufale al prezzo di una?

Stefano Casagrande

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4 Commenti

  1. Il direttore in oggetto,noto comunista pro islamici può dire quello che vuole…… è un razzista arrogante anti-italiano ed ora anche impreparato ed ignorante poiché si è basato su un documento ampiamente falso………..in ogni caso non visitero’ mai più questo splendido museo,la direzione mi è indigesta. Il razzismo contro gli italiani è di gran moda,dai piddini pro barconi ai centri sociali pro terroristi , per cui dato che il direttore protegge gli islamici si faccia pagare lo stipendio da loro…….. vedremo.

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