Roma, 19 lug – Alfano nicchia, preso in controtempo dagli schiaffi di Ue e Austria, e fa un passo indietro: nessun visto temporaneo per gli immigrati, la proposta secondo il ministro degli Esteri non sarebbe neanche allo studio. Una smentita che cozza apertamente con le parole del suo viceministro, Mario Giro, il quale pochi giorni fa in un’intervista al Times non escludeva l’ipotesi (salvo poi ritrattare anche lui) e dà la cifra della pochezza della Farnesina: lanciare il sasso per nascondere la mano appena arriva la maestra minacciosa con la sua bacchetta di frassino.

La maestra in questione è l’Unione Europea, che ha subito l’opzione visti temporanei come illegale. Ma la libera circolazione delle merci, dei capitali e soprattutto delle persone? “Ai richiedenti asilo non possono essere concessi permessi di soggiorno che permettano di circolare nella zona Schengen. Sarebbe contro la legislazione europea”, ha spiegato la portavoce della Commissione Natasha Bertaud. È quella famosa Schengen? La stessa area di libera circolazione che assurge a valore di feticcio quando bisogna fustigare le tentazioni populiste? Proprio quella: Schengen vale evidentemente solo a corrente alternata, soprattutto se è l’Italia a cercare di far valere le sue ragioni. Se poi chiamiamo Alfano all’arduo compito, siamo a cavallo.

Perchè non è solo l’Ue a darci la dura reprimenda. Perfino l’Austria – che con l’elezione di Van der Bellen alla presidenza sembrava aver dato la spallata finale al vento euroscettico – fa la voce grossa e, dopo aver minacciato di schierare dell’esercito, ora avvisa che potrebbe chiudere il valico del Brennero. Da qui passato qualcosa come meno di qualche decina di immigrati al giorno, numeri assolutamente irrilevanti rispetto all’ipotesi di sigillare il confine. L’unica spiegazione è che l’Austria non si fidi del dietrofront sull’ipotesi visti temporanei, che se è smentita dai diretti interessati è invece evidentemente tenuta ancora in considerazione dalle cancellerie europee. Come quella di Francia, dove ad inizio mese è stato prolungato per la sesta volta lo stato d’emergenza, di fatto ripristinando quelle frontiere che l’Ue prometteva di aver abbattuto per sempre: ormai a credere alla storiella è rimasto il solo Alfano.

Nicola Mattei

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