L'intervento del ministro Martina (foto Il Primato Nazionale)
L’intervento del ministro Martina (foto Il Primato Nazionale)

Lecce, 9 apr – Il tour pugliese del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, non ha riservato sorprese positive per gli agricoltori salentini alle prese con la vicenda Xylella fastidiosa. Negli incontri tenuti ieri a Bari nella mattinata, e a Lecce nel tardo pomeriggio, il ministro ha sostanzialmente ribadito la necessità di procedere in maniera spedita col piano varato dal commissario straordinario Giuseppe Silletti, comandante del Corpo forestale della regione Puglia.

“Siamo di fronte a un caso molto particolare, nel quale la comunità scientifica si sta interrogando riguardo problematiche, prospettive e analisi” ha dichiarato Martina nel suo intervento, avanzando la richiesta “a remare tutti dalla stessa parte” ovvero “dimostrare alla Comunità europea che stiamo mettendo in campo delle operazioni concrete […] per ottenere un riconoscimento specifico, basato sul caso di un’emergenza fitosanitaria che sballa una dinamica di mercato”.

Un problema da affrontare in ambito politico ed economico, per il ministro, affidandosi ancora una volta alla richiesta di assistenza da elemosinare al tavolo di Bruxelles. Il 27 e 28 aprile prossimi, di fronte alle richieste di interventi urgenti contro l’Italia, che saranno avanzate da Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, la delegazione italiana giocherà la carta dell’emergenza fitosanitaria, dichiarerà di aver fatto il possibile ammettendo, però, di non essere in grado di affrontare la situazione e si rimetterà nelle mani dell’Ue. Il risultato, probabilmente, sarà quello temuto da molti: una pioggia di risorse economiche a disposizione di Regione, enti e associazioni di categoria, a fronte di ripercussioni enormi sul commercio dei prodotti pugliesi biologici e di alta qualità, della distruzione del paesaggio, dell’ecosistema e delle tradizioni culturali della zona colpita. Il commissario Silletti dichiara candidamente di aver quantificato il numero di piante da abbattere “intorno alle diecimila unità” smentendo, per il momento, la cifra iniziale che ipotizzava 35mila eradicazioni. A questo si aggiunge l’utilizzo massiccio di pesticidi e glifosati, i cui effetti su bambini e feti potrebbero avere conseguenze drammatiche secondo quanto denunciato dagli oncologi della Lilt.

Nichi Vendola difende il piano di eradicazione (foto Il Primato Nazionale)
Nichi Vendola difende il piano di eradicazione (foto Il Primato Nazionale)

E’ bene chiarire che, al momento, i risultati ottenuti in laboratorio sono lontani dal giustificare lo stato di emergenza, così come non dimostrano che la presenza del batterio sia la vera causa del disseccamento degli alberi. Lo stato di allerta, amplificato ad arte anche a livello mediatico, sembra essere il passepartout per ottenere fondi europei straordinari e ieri, per la prima volta dall’inizio della vicenda, anche il presidente Vendola è sceso nel Salento per difendere a spada tratta il piano di intervento, consolidando la copertura istituzionale intorno a Silletti. Il presidente della Regione ha giudicato “necessario […] l’abbattimento di alcune migliaia di piante di ulivo, se non verrà fatto” ha chiosato Vendola “lo scenario ai primi di maggio sarà apocalittico”. Lo strumento del terrore, dunque, usato per convincere anche i più scettici ad accettare i provvedimenti adottati nell’ordinanza. Nessun accenno, invece, all’utilizzo dei pesticidi: sarebbe stato davvero eccessivo per chi si erge a paladino dell’ecologia e della libertà.

Francesco Pezzuto

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