Roma, 6 dic – Prosegue all’insegna della provocazione l’avventura del Primato Nazionale in edicola. E così dopo il “talebano” Emanuele Fiano e il “sovversivo” Papa Francesco ora è il turno di un altro totem del pensiero unico: Laura Boldrini, l'”aliena”. Una duplice provocazione, che colpisce tanto la distanza della presidente della Camera dal popolo italiano, quanto il suo impegno per la propaganda immigrazionista, come spiega il direttore Adriano Scianca nel suo editoriale: “L’ultimo politico che era entrato così prepotentemente nell’immaginario collettivo, suscitando tanta avversità e dando vita anche a un suo specifico «-ismo», era stato Silvio Berlusconi. Il quale, tuttavia, aveva spaccato l’Italia in due, generando anche un opposto fenomeno di simpatia. La Boldrini no. A parte pochissime minoranze ideologizzate, nessuno sopporta la presidente della Camera. Il motivo è presto detto: Laura Boldrini dà l’impressione di essere una persona che non ha mai preso un autobus, non ha mai fatto la spesa, non è mai passata per una periferia”.

Lo speciale sulla Boldrini è affidato allo stesso Scianca e a Valerio Benedetti, che individua nella presidente della Camera l’esempio più lampante di una “sinistra che ha abbandonato gli operai e si è rivolto alla nuova classe di oppressi: le minoranze”. Nell’intervista allo piscanalista Claudio Risé l’accento apposto sul “neofemminismo” di Laura Bodlrini. Ma il mensile non è solo dedicato al discusso presidente della Camera. Proseguono le prestigiose rubriche curate da due firme importanti del giornalismo italiano, come Paolo Bargiggia e Francesco Borgonovo. Lo storico volto di Mediaset affronta il doloroso capitolo della storica esclusione dell’Italia dai Mondiali di russia 2018, mentre Borgonovo ci parla di Margaret Antwood, la scrittrice femminista che demolisce pratiche come l’utero in affitto. Questo terzo numero del Primato in edicola vedrà poi l’esordio di una grande collaborazione: quella di Mario Vattani, già console italiano ad Osaka, scrittore e musicista, che curerà la rubrica “Sul Perimetro”.

Non mancano poi le critiche alle ultime misure del governo, come il Reddito di Inclusione, che Filippo Burla giudica “grillismo applicato alla politica economica”, mentre Carlomanno Adinolfi mette insieme le ultime scoperte scientifiche e archeologiche che sembrano smentire la teoria-dogma sull’origine dell’uomo dell'”Out of Africa”. Sempre sul tema dell’origine dell’uomo, in questo caso più specificatamente dei popoli europei, il pezzo di Tommaso Indelli mira a demolire la vulgata politicamente corretta contemporanea che spesso descrive le invasioni barbariche come “innocue migrazioni”. Importanti poi i contributi di Cristiano Coccanari e Guido Taietti sull’informazione: il primo con una interessante inchiesta sull’estrema sinistra in rete, mentre il secondo concentra l’attenzione sull’effetto Trump che accentua la crisi dei media mainstream Usa.

Spazio poi alle tematiche “militari”, sia storiche che attuali. Andrea Lombardi sferza “l’autolesionismo storico” degli italiani, smontando miti come quello delle famigerate “scarpe di cartone” in Russia, mentre Paolo Mauri affronta la riforma dell’esercito e i tagli previsti. In questo numero ricco di contenuti non manca l’attenzione al cinema, o più precisamente alle serie tv, con la recensione di Suburra a firma Davide Di Stefano e l’analisi di Andrea Scarabelli sul ritorno in rande stile della fantascienza, grazie a serie come Stranger Things e Westworld. Non manca nemmeno l’approfondimento filosofico, con “l’elogio del confine” a firma di Francesco Boco. Insomma, l’avventura del Primato Nazionale in edicola prosegue con le vele spiegate. Con grave scorno di Repubblica e soci.

Davide Romano

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