pUMNkrsldFgRoma, 31 ago – Ventun anni fa, nascevano a Berlino i Rammstein. Divenuti uno dei gruppi tedeschi più famosi e chiacchierati al mondo, sono stati spesso criticati per il loro legame con episodi di violenza e le appartenenze politiche (peraltro, sempre negate). Ma pochi si sono dedicati ad un’analisi profonda delle tematiche trattate nella loro musica. I Rammstein sono i Wandervogel di questo secolo: non si possono capire senza il richiamo al Romanticismo e alle fiabe popolari tedesche.

Till Lindemann, cantante, scrittore dei testi, ed ex campione di nuoto, è un noto appassionato di Goethe e del folklore tedesco. Ha anche pubblicato due raccolte di liriche, Messer e In stillen Nachten, entrambe del sapore romantico. Molte di queste poesie sono poi diventate canzoni dei Rammstein. Da qui il primo allenamento con la metrica che, in ogni tradizione poetica, serve a disciplinare il caos che c’è nell’anima del poeta.

Nel gruppo tedesco, la ricerca del paradosso è centrale. Da una parte ci sono le pose vistose e volgari, i temi tabù come l’omosessualità, la violenza sessuale il cannibalismo, il sadomasochismo, la necrofilia. E questa è la pars destruens, la rivolta contro questo mondo.

Poi c’è la pars construens: l‘Amore metafisico, cantato con la leggerezza e l’impersonalità di una fiaba, un’attenzione maniacale a tutte le infinite sonorità consentite dalla lingua tedesca, l’orgoglio identitario tedesco che sprezza il passato comunista ed il presente capitalista. “Ci faceva venire i nervi il fatto che, dopo la caduta del Muro, tutte le altre band dell’Est suonassero rock folk americanizzato. Copiavano tutto: il suono, il taglio dei capelli, i tatuaggi. Volevamo dare un calcio dritto in bocca a queste brutte copie”- ha dichiarato Lindemann in un’intervista. In Mein Land, appunto “La mia terra”, canzone che tratta della Germania, i Rammstein, secondo una tecnica iniziata da Wagner, tendono a dare al testo un tono concitato, evidenziando le parole chiave. La cura filologica dei testi e la fiera identità tedesca, si legano allo studio dei fratelli Grimm.

Per il Romanticismo tedesco il folklore e le tradizioni popolari, non sono una forma di cultura “bassa”, ma la conservazione dei simboli metafisici più elevati in forma ingenua ed innocente. L’analisi delle fiabe popolari non è una cosa da missionari o da persone che si commuovono davanti al sorriso di un bimbo: è un argomento per filologi. Vediamo infatti che nelle fiabe dei fratelli Grimm, la violenza, le ambientazioni oscure ed il sangue sono gli elementi prevalenti. Così i Rammstein, posso dedicare Sonne, canzone incentrata sul valore simbolico del sole, a Biancaneve. Ma non la Biancaneve della Walt Disney. Quella dei fratelli Grimm, violenta, sfrenata e lussuriosa.

Uno degli album dei Rammstein, che ha avuto più successo, si intitola Sensucht, altra parola chiave del Romanticismo tedesco, che rimanda ad una esasperata tensione verso l’assoluto. Nell’album Mutter, molti testi iniziano con un’intonazione poetica e voce infantile, altri hanno il tono di un canto gregoriano per poi passare, attraverso suoni violenti, a trattare della forza e della violenza. In Pussy, canzone in cui si cerca di convincere una puttana a fare sesso in fretta, compare improvvisamente una definizione d’annunziana del sesso: “Blitzkrieg mit dem Fleischgewehr”, “guerra lampo col fucile di carne”. Densa di immagini fiabesche è Spieluhr: bambini, notti di inverno, nevicate, angeli e cavalieri sono protagonisti di una scena onirica e allucinata. Haifisch è una lode della comunità, dell’unità e della fedeltà: “Se uno non tiene il passo, ci fermiamo subito”.

Sono matti e impazziti, quanto vi pare, ma, proprio per questo, sanno quello che cantano.

Roberto Guiscardo

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