“Viva i nostri ‘Giorni anomali’, contro la normalità patologica”

giorni anomaliRoma, 13 mag – Il loro ultimo singolo, “Io non la voglio una vita normale”, sta già spopolando sulla rete. Loro sono i Giorni anomali, band viterbese che partendo da un agguerrito e folto seguito locale si sta imponendo anche sulla scena nazionale. Il 16 maggio, alle ore 21, li vedremo al Gilda di Roma, insieme ad un’altra band emergente, La corsia di sorpasso. Intanto abbiamo scambiato due chiacchiere con Federico Meli, frontman del gruppo.

Federico, per prima cosa presenta la band a chi ancora non la conosce.

Giorni anomali è una band nata nel 2009 a Viterbo, anche se ormai due terzi della band vengono da fuori. Abbiamo pubblicato un Ep nel 2010 e un album due anni fa. Alla fine dell’estate uscirà il nostro terzo album, di cui due giorni fa è uscito il primo singolo, “Io non la voglio una vita normale”.

Pur venendo da una realtà di provincia state però avendo già molto successo…

Diciamo che qui in zona riempiamo le piazze e le discoteche. Abbiamo partecipato ad Area Sanremo due anni fa. Anche in giro per l’Italia abbiamo buoni riscontri, ma l’obbiettivo di quest’anno è quello di raggiungere in tutta Italia lo stesso successo che abbiamo dalle nostre parti.

Di cosa parlano i vostri testi?

Del disagio canalizzato nel fare le cose meglio dei normopatici. Se la vita è dura, a noi piace reagire e volgere le difficoltà a nostro favore. Il disagio ed il senso di inadeguatezza, se ben canalizzati, rappresentano la spinta fondamentale nella realizzazione di grandi obiettivi mentre chi ha scelto di vivere in una normalità patologica finisce in un limbo in cui non succede più nulla. Io non voglio giudicare i normali. Ognuno ha la sua storia, noi abbiamo scelto di cercare questo, tutto qua.

Quando parli di vita dura pensi anche a esperienze autobiografiche?

Certo, ma nulla di particolare. Siamo cresciuti in strada e come tanti abbiamo le nostre esperienze crude da rielaborare.

In questo influisce anche il fatto di venire da una realtà di provincia?

Il fatto di vivere in provincia influisce molto, anche se il disagio è uno stato dell’essere.

Ultima domanda: perché Giorni anomali?


Il nome Giorni anomali, che è il titolo di una delle nostre prime canzoni, descrive un mondo in cui sono saltati tutti gli schemi. E se il mondo va così, allora noi cerchiamo di cavalcarlo e di essere i peggiori di tutti. Perché chi come noi ha scelto il rock’n’roll come compagno di vita non può che vivere giorni anomali.

Adriano Scianca

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