Sorci verdi J-AxRoma, 7 ott – Debutta su Rai2 il nuovo programma condotto da J-Ax “Sorci Verdi”, ed è subito polemica.

I numeri dicono che ha ottenuto il 5,51% di share, che è un po’ basso per essere un programma di seconda serata, ma qualcuno è ottimista sul futuro, il conduttore in primis. Quello che non capiamo però è perché si è sentita la necessità di fare un programma del genere: nulla di realmente nuovo, gag trite e ritrite, scopiazzamenti e rivisitazioni condite dal turpiloquio del conduttore, ospiti molto politicamente corretti come vuole la dottrina imperante, vedi Maria De Filippi che fa la solita apologia dei matrimoni omosessuali e della liberalizzazione delle droghe leggere. Insomma il solito minestrone.

Non che qui si vogliano mettere le basi per una nuova politica della televisione pubblica, dato che essa risponde alle leggi del mercato (gli spettatori) oltre che, soprattutto, alle leggi non scritte della cultura imperante, ma crediamo che non si sentisse la mancanza di un programma del genere.
L’aver accostato un tale tipo di trasmissione ad un tale nome, Sorci Verdi, lascia un po’ perplessi oltre a risvegliare il nostro desiderio di dare una spiegazione di tipo storico in merito.

Sorci Verdi
SM-79 del 205° Gruppo BT

I famosi Sorci Verdi, da cui discende il modo di dire tutto italiano “far vedere i sorci verdi a qualcuno”, erano i piloti del 12° stormo da bombardamento terrestre della Regia Aeronautica che volava sui celeberrimi SM-79 “Sparviero”, chiamato dagli inglesi, che lo ebbero sopra le teste nel Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale, “il gobbo maledetto” per il suo particolare profilo.
Ma per capire la genesi del simbolo del 12° stormo, ovvero i 3 topini verdi, occorre fare un passo indietro a prima della guerra.
A questo proposito riportiamo direttamente le parole di F. Pagliano, autore del libro “Araldica del cielo”, che raccoglie tutti i simboli degli stormi della Regia Aeronautica prima e durante la guerra e ne fornisce una breve descrizione.

S-79 Sorci Verdi“Si trattava di un distintivo che, per piacevolezza di composizione e chiarezza di significato, era destinato a incontrare il favore di tutti e a rimanere celebre. Gli equipaggi del 12° che parteciparono a gare internazionali e a voli da primato fecero veramente vedere i sorci verdi a tutto il mondo.
Al trionfale arrivo all’aeroporto di Le Bourget, nella vittoriosa Istres-Damasco-Parigi del 1937, molti giornalisti stranieri giravano intorno ai bei trimotori italiani S-79, cercando invano di comprendere il significato di quei tre sorcetti dall’espressione furbesca.
A causa delle difficoltà linguistiche era difficile dare spiegazioni: “Vous voyez? Les souris sont verts… en Italie on dit que c’est difficile de voire des souris verts… mais les voilà! On les vous à fait voir…” (Vedete? I topi sono verdi… in Italia si dice che è difficile vedere dei topi verdi… ma eccoli qua! Ve li abbiamo fatti vedere…)
Insomma: gli aviatori italiani con la loro brillante condotta di gara avevano compiuto qualcosa di straordinario, facendo vedere agli altri concorrenti i sorci verdi in tutti i sensi, metaforicamente e materialmente.
Poi fu la volta dei sudamericani, dopo il magnifico volo tra l’Italia e l’america latina dei tre S-79 T.
“Hombre, què monos son esos ratones vertes! Pero porque los habeis hechos vertes?” E qui ricominciavano i guai. “Vea Usted… es un poco dificil. En Italia se dice que es muy raro encontrar ratos vertes. Entonces…”
Ammirati all’estero, in patria non godevano di molta simpatia, anzi, stavano sullo stomaco a parecchia gente, anche perchè quelli del 12° di tanto in tanto andavano a fare qualche bel passaggio radente sugli altri campi, per far vedere i sorci verdi a quelli che non li volevano vedere. A masticare amaro erano soprattutto i cacciatori. Dapprima venne fuori alle mense qualche stornello, si lanciarono frizzi, s’incrociarono tra tavolo e tavolo le secche botte e le pronte risposte che sono caratteristiche dell’ambiente aviatorio. Poi si cominciò a parlare di gattoni castigamatti, qualcuno si battè sulla fronte, gridò fermi tutti, corse in stanza, prese una matita e dopo qualche giorno su tutti gli apparecchi del 20° gruppo caccia spiccava netto in campo azzurro un bel gattone nero che si lavorava agevolmente tre minuscoli sorcetti verdi. Questo simpaticissimo distintivo è passato al 51° stormo (e vi è tutt’ora n.d.r.)”.

Quindi, caro J-Ax, i tuoi Sorci Verdi hanno ben altra genesi e rappresentano un periodo storico e degli uomini di ben altra levatura: quando per far vedere cose mai viste prima, veniva applicato ingegno, dedizione e arditismo, anche con un pizzico di goliardia. Tutto il contrario insomma di quanto visto in televisione l’altra sera.

Paolo Mauri

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