La protesta dei ricercatori: “Servono fatti, non proclami”

universita-bocconiMilano, 16 gen – “E’ finito il tempo degli annunci: occorrono fatti concreti”. Questo il messaggio lanciato da Maria Grazia Roncarolo, presidente del Gruppo 2003 durante il  convegno ‘La ricerca in Italia‘, organizzato dall’università Bocconi di Milano, Novartis e Gruppo 2003, che si è svolto nei locali dell’ateneo milanese. “Nessuna progettualità per la ricerca e nessun piano strategico, per quanto ben strutturato, potrà essere realmente incisivo se non sarà accompagnato da una vera rivoluzione nei meccanismi di governance e dalla disponibilità dei finanziamenti indispensabili per realizzarla”.

I dati parlano chiaro: il nostro Paese investe in ricerca un terzo della Finlandia (1,25% del Pil contro il 3,8%) e le imprese italiane, quando finanziano la ricerca universitaria, lo fanno con l’equivalente di 14.400 dollari a ricercatore, contro i 97.900 della Corea del Sud e i 72.800 dei Paesi Bassi.

Non si deve però pensare che sia un problema di mera liquidità.  L’Italia infatti tra le prime, in termini di numero di ricercatori, che si aggiudicano i prestigiosi finanziamenti European reasearch council.

Secondo Guido Guidi, leader del segmento europeo di Novartis, le misure da intraprendere sono chiare: ”Per il rilancio della ricerca in Italia è indispensabile una cabina di regia che governi priorità e investimenti, dove l’industria possa svolgere un ruolo trainante per colmare il gap tra la ricerca di base e il raggiungimento di risultati concreti per l’innovazione. Al settore privato – aggiunge – va riconosciuto un ruolo di partner nelle collaborazioni con l’università, così da potere definire politiche sostenibili, valorizzare al meglio le risorse del paese, e moltiplicare le best practice, avvicinandoci agli standard europei”.


Cesare Dragandana

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