Alice-Munro-005Stoccolma, 11 ott – È stato assegnato alla scrittrice canadese Alice Munro, “maestra del racconto breve”, il premio Nobel per la letteratura del 2013 per la disperazione dei poveri studenti che, per soddisfare pedanti professoresse, ora dovranno scrivere saggi brevi su una scrittrice che non hanno mai sentito nominare. Alice Munro è davvero una brava signora, dall’aspetto rassicurante, come quello di una nonna che ti invita a casa a prendere il the con i biscotti. Ma chi è ? Nessuno fino all’assegnazione del Nobel la conosceva. I suoi libri sono arrivati in Italia nel 2001 tradotti da Einaudi ma in verità non hanno mai riscosso un gran successo. Certo, un premio del calibro del Nobel non va assegnato all’autore che vende di più ma al più bravo. Eppure sono tanti, troppi gli esclusi dall’Accademia di Stoccolma.

In principio il Nobel venne assegnato a gente come Carducci, Deledda, Hamsun, Pirandello, Yeats. Bellissime le parole del poeta irlandese che, ormai vecchio, dopo l’assegnazione del premio, celebrò la vita nella sua organicità: “La mia medaglia mostra un giovane intento ad ascoltare una Musa. Una volta ero bello come questo giovane, ma i miei versi inesperti erano pieni di acciacchi, come se la mia Musa fosse vecchia; ora sono un vecchio reumatico ma la mia Musa è giovane e bella, oh se lo è!”. Poi arrivarono le nomine discutibili.

Che dire dell’esclusione di Jack Kerouac, l’esplosivo spregiatore del sogno americano, autore della Beat Generation che nel 1951 diede alle stampe On the Road? O di Orwell che con 1984 denuncia le contraddizioni e le follie dei regimi liberticidi e ci insegna che ci sono tanti modi di togliere la libertà? Sono gli anni in cui, al loro posto, vincono il premio celebri sconosciuti come Par Fabian Lagerkvist. E Ray Bradbury? Certo, rivoluzionario com’era avrebbe rifiutato il Nobel. Eppure al suo posto negli anni, sono stati premiati Imre Kertesz, John Maxwell Coetzee, Toni Morrison, Derek Walcott.

E ancora,Chuck Palahniuk, altro grande escluso, dallo stile secco e minimale come quello di Cesare, il lucidissimo romanziere francese Drieu La Rochelle ed Ezra Pound. Lui sì che, come Omero e Dante, aveva scritto il poema enciclopedico di una civiltà, i Cantos. Lui sì che aveva previsto i vari crack finanziari che attanagliano la nostra epoca e ne aveva individuato il peggiore dei mali: l’usura.

Roberto Guiscardo

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