massimo finiRoma, 14 ago – “Una vita. Un libro per tutti. O per nessuno”, questo è il titolo completo dell’ultima opera di Massimo Fini e, sicuramente, è un libro per chi ha apprezzato ed apprezza il Fini antimodernista, provocatore e severo critico dei vizi, più o meno oscuri, dell’Occidente.

Si tratta dell’autobiografia del giornalista e scrittore, un’autobiografia che condensa il Fini-pensiero a partire da “La Ragione aveva torto” intrecciandolo con le vicende famigliari, professionali e sentimentali dell’autore ottenendo oltre duecento pagine gustose, che scorrono piacevolmente mostrando un Massimo Fini inedito nel rapporto con la propria madre, con le proprie mogli e compagne e con il proprio figlio.

Ma il libro non è solo questo, è molto di più. E’ uno spaccato di Italia che non esiste più visto con l’occhio dissacratore e disincantato del giornalista-polemista per eccellenza tanto apprezzato da un maestro come Indro Montanelli. E’ una microspia piazzata all’interno delle redazioni più importanti nelle quali l’autore ha lavorato e che rivela le dinamiche e i meccanismi che portano a stracciare articoli ritenuti “scomodi” e a preferire giornalisti più servizievoli a quelli meno gestibili. Insomma, un libro nel quale Fini si dimostra in gran forma, nonostante i gravi problemi di salute che lo stanno attanagliando da diverso tempo, e che tocca vette di pura ironia, di sentimento e commozione mai raggiunte prima.

Le pagine dedicate a Nureyev, quelle dedicate ai suoi problemi con l’alcool, il racconto dell’esperienza con “Cyrano”, sono soltanto alcune delle parti di questo libro che appassionano, fanno riflettere e al tempo stesso suscitano una punta di invidia nei confronti di Fini e della vita che ha vissuto sempre appieno, in ogni sua sfaccettatura e in ogni suo aspetto negativo e positivo. E tutto questo lo scrittore-giornalista lo racconta, senza censure, senza rimorsi e senza rimpianti, ma assolutamente non in modo asettico, anzi, con una sensibilità e una dolcezza insospettabili.

Paradossalmente se si dovesse consigliare un libro a chiunque intendesse accostarsi per la prima volta a Fini, “Una vita” sarebbe forse quello preferibile perché fornisce chiarimenti e delucidazioni circa la genesi di buona parte delle sue opere più importanti e circa la formazione del suo retaggio culturale e ideologico.  Insomma, una sorta di manuale per capire cosa sta dietro al miglior polemista italiano degli ultimi decenni.

Walter Parisi

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Commenti

commenti

1 commento

  1. Onore a Massimo Fini, uno degli uomini, perché limitarlo in una definizione o in quella falsa di intellettuale, che più hanno aiutato a cambiare il mio modo di vedere le cose e il mondo circostante.
    Consiglio non richiesto, certo, la lettura di tutti i libri di Fini a partire da il Ribelle.

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