semicoltiRoma, 10 gen – Uno spettro si aggira nella rete. No, non sono gli ignoranti, i bufalari, i complottisti, i troll, i fissati, gli hater: loro godono già di cattiva fama, peraltro non a torto. I peggiori, però, quelli veramente insopportabili, sono i loro nemici giurati: i semicolti. Loro si esprimono in un italiano migliore, non abusano del caps lock, non condividono notizie da siti assurdi, hanno orecchiato qualche tema “alto”. Tanto basta affinché credano di avere il Graal della sapienza universale sul comodino. Ora che è morto Zygmunt Bauman, li sentirete cianciare in continuazione di “società liquida”: è esattamente il tipo di considerazione sociologica che piace ai semicolti, in quanto è “profonda” ma facilmente spendibile. Una chiacchiera che non impegna, insomma, ma che pure riesce a sembrare intellettuale. Solo che la cultura, in questo caso, è la moneta di scambio alla fiera del narcisismo.

Qualche settimana fa, quando hanno eletto premier Paolo Gentiloni e in molti hanno protestato per l’ennesimo esecutivo uscito da una crisi partitico-parlamentare e non da un chiaro responso delle urne, li abbiamo visti sottolineare con piglio orgoglioso che “in Italia il popolo non elegge i governi”. Bravi, bis, che geni! Obbiettivo principale dei semicolti sono i militanti di base grillini, spesso sgrammaticati e complottisti, ma anche nel M5S stesso, soprattutto a livello di quadri, se ne trovano abbastanza. L’essenza del semicolto è infatti nel nerd, nel secchione, categoria che nelle file grilline non manca. I temi preferiti della chiacchiera semicolta sono in genere considerazioni su ciò che accade nel mondo, in cui è indispensabile ostentare una certa competenza, se possibile di prima mano, e una spiccata vena anti-italiana. Loro, quindi, hanno sempre girato in lungo e in largo, vedendo come funzionino alla perfezione le piste ciclabili danesi o la raccolta differenziata tedesca. “Ma noi purtroppo siamo in Italia”.

Non mancherà la classifica sulla libertà di informazione o sul livello di corruzione internazionale, da citare più o meno a casaccio nelle discussioni. Immancabile, in questi ultimi tempi, la polemica contro le “bufale” (se sono davvero semicolti, però, useranno l’imperdibile formula “post-verità”, post-truth, se sono professionisti). Sono quelli che, di fronte a ogni notizia, devono chiedere per primi quale sia la fonte, ma non perché abbiano una qualche preoccupazione per l’autorevolezza dell’informazione, che del resto è un argomento piuttosto complicato e spinoso, ma solo per ostentare che a loro non la si fa. Perché in fondo è questa la radice della semicultura: è una gigantesca pacca sulla spalla data a se stessi. È un esercizio di egocentrismo. Decisamente insopportabile.

Adriano Scianca

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13 Commenti

  1. da aggiornare il portfolio di “raccolta differenziata” e “piste ciclabili” con “bagni con fasciatoio unisex” ,dopo la ridicola quanto palesemente falsa denuncia via Fb di un “pensatore” della sinistra
    sulle presunta mancanza di detti luoghi presso l’aeroporto di Bologna…

  2. Posso consigliare al sempre arguto Scianca un affresco un poco più approfondito su questa nuova categoria di subumanità? Magari un piccolo saggio sulla fenomenologia del lettore medio di giornali di massa, la cui profondità di pensiero si riduce a ripetitive e pedanti questioni, vecchie come il mondo, e risoluzioni delle stesse di una superficialità disarmante. Che qualcuno faccia notare a questi “alfabeti” funzionali che far discendere una decina di banali inferenze logiche quei cinque o sei principi scioccamente arbitrari non ti fa né intelligente né tanto meno un “pensatore”, tutt’al più un bel pappagallino colorato, preferibilmente arcobaleno.
    Forse però non vale nemmeno la pena impegnarsi così tanto.

    • troppo tardi..,

      l’odio e l’inferno sono già nostri,prenotati da tempo sai.

      a voi lasciamo bontà, buonismo e la compagnia in Paradiso
      dei terroristi muslim con le loro 72 donne vergini quanto cozze,
      nonchèi di un Saverio Tomasi disperato perchè non riesce a trovare i “fasciatoi unisex” nonostante una informativa di S.Pietro (subito bannata) confermi il contrario.

      ah,all’inferno ci fanno compagnia

      “cinque puttane scatenate che ci hanno iniziato all’erotismo satanico” (cit. Alberto Sord ” i nuovi mostri ” 1977)

    • condividendo il tuo sentimento, caro Hag, io mi limiterei a chiamarli, semplicemente, come piace a loro: fascisti.

      Son sinonimi… 🙂

      • non è mica sufficiente chiamarci “fascisti” però…

        da aggiungere “webeti” “ahhh analfabeti funzionali ahh” e l’immancabile citazione di Umberto Eco.

        ps avete notizie di Saverio Tomasi dato per disperso all’interno dell’aeroporto di Bologna alla ricerca disperata dei bagni con fasciatoio unisex ?

  3. Ma se “nessuno” e “hag” (oltre i vari anonimi che non hanno neanche il coraggio di presentersi) ci odiano tanto, perché continuano a leggere i nostri articoli? Non saranno come quelli che guardano il porno “solo” per vedere che porcherie ci sono? Io almeno ammetto che se lo guardo è perché in fondo ci trovo gusto, altrimenti non lo guardo proprio!

  4. Vi prego, Obiettivi semicolti! Fermate i vostri cervelli semicolti. Affidatatevi piuttosto al vostro istinto semicolto, usate il vostro intuito semicolto. Farete senz’altro meglio in grammatica e in matematica, cioé nella vita. Obiettivi semicolti: ricordate forse un certo Leonardo da Vinci? Nel XV secolo riscoprì la perfezione assoluta del rettangolo pitagorico. Fatte le dovute proporzioni, nella decadenza del secolo XXI, il rettangolo è rappresentato da voi, Obiettivi semicolti. Siete forme che ritroviamo ovunque: nella politica, nelle università e sulla rete, ovviamente. Obiettivi semicolti: fonti inesauribili d’idee, argomentazioni e logiche dell’apparenza. Grazie.

  5. Rosik causato dall’essere stato sbeffeggiato in innumerevoli discussioni o semplici discorsi sul nulla?

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