Se l’Iran riscopre il fuoco sacro di Zoroastro

DANCING OF IRANIAN ZOROASTRIANTeheran, 12 feb – Gli iraniani si riavvicinano allo zoroastrismo? Nella repubblica islamica, che ha da poco festeggiato i 35 anni della rivoluzione khomeinista, si starebbe registrando, da qualche anno a questa parte, una nuova attenzione da parte dei giovani alla storia persiana e alla religione zoroastriana in particolare.


La tendenza non è sfuggita al clero sciita, che ha aumentato i controlli nei confronti delle attività religiose e culturali degli zoroastriani, presenti oggi nel paese con circa 25mila seguaci. Va detto che, per quanto monitorata e minoritaria, la religione ancestrale dei persiani in Iran non è affatto perseguitata. Zoroastriani, armeni, assiri ed ebrei persiani, infatti, sono riconosciuti come minoranze ufficialmente dal 1906, e a ognuna di queste comunità è assegnato un seggio nel Parlamento iraniano.

La “capitale” spirituale dei seguaci di Zoroastro è Yazd, nell’Iran centrale. La citta era un centro zoroastriano in epoca sasanide. Dopo la conquista islamica della Persia, molti zoroastriani delle province circostanti trovarono rifugio proprio a Yazd. La città rimase zoroastriana anche dopo la conquista, dietro il pagamento di un tributo.

Lo Zoroastrismo era l’unica religione professata in Iran fino all’avvento dell’Islam nel settimo secolo dopo Cristo. Oggi, nel mondo, vivono circa 125mila zoroastriani, di cui 80mila in India, emigrati per lo più dall’Iran stesso.

C’è anche un crescente interesse per la religione del fuoco fra le popolazioni curde, soprattutto quelle del Tagikistan e Kazakistan. Infatti, l’Unesco (su pressione del governo del Tagikistan) ha proclamato il 2003 anno della celebrazione del “3000º anniversario della cultura zoroastriana” con manifestazioni speciali in tutto il mondo.

Piccole comunità zoroastriane esistono nei maggiori centri urbani degli Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia e in altri paesi. Persino in Italia operano una Fondazione Zoroastriana e una Zarathustrian Association in Italy.

Giuliano Lebelli

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