040Roma, 22 set – Il periodo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre è propizio per la vendemmia e l’inizio della preparazione  del vino. Il Vino è sempre stato considerato una bevanda potente, magica, da tutte le civiltà che lo hanno conosciuto, ma soprattutto in Italia , da sempre, ha trovato favore ed é diventato parte della nostra cultura.
Il Dio del vino veniva generalmente identificato con Bacco. La parola Bacco può essere fatta derivare da baculum cioè Bastone. Il Bastone era il simbolo del Dio, attorno al quale si intrecciavano due piante, la vite appunto e l’edera. Le due piante hanno caratteristiche simili nella forma, sono infatti entrambe prive di un tronco ligneo forte e hanno bisogno di un sostegno al quale appoggiarsi per crescere. Presentano però un ciclo di vegetazione contrapposto nel corso dell’anno, infatti l’edera fiorisce d’inverno, periodo nel quale la piante della vite sembra praticamente morta. La vite viene tagliata in autunno e ancora potata e legata in primavera. La sua ricrescita sembra miracolosa . Qualitá straordinarie che si riflettono anche nel vino che si forma progressivamente, con una evoluzione che lo porta dal ribollire caotico della gioventù alla limpidezza e alla forza della maturità.
A Roma,  Bacco era chiamato Libero ed era un’antica divinità italica della fecondità. Liber significa in latino corteccia d’albero, anzi più precisamente quello che i botanici chiamano libro, la parte interna e viva della corteccia che convoglia la linfa elaborata nelle foglie fino alle radici.
Il vino e la vite erano legate a Giove. Spettava infatti al flamen dialis, cioé il sacerdote preposto  al culto di Giove, dare il via alla vendemmia con il taglio del primo tralcio. Ancora ai nostri giorni si conserva traccia di ciò: una delle uve più apprezzate, il sangiovese, altro non é che la contrazione delle parole sanguis Iovis, cioè sangue di Giove. Il vino come linfa vitale può  allora essere considerato come il sangue del Dio.
Nella festa romana dei meditrinalia, il vino veniva celebrato come medicina. Ma Il vino poteva pericolosamente trasformarsi in venenum , cioè veleno, per chi ne avesse abusato. Si narra che Marco Antonio, prima della battaglia di Anzio che lo avrebbe visto soccombere a Ottaviano Augusto, abbia visto il corteo delle baccanti che abbandonava la città. Seppe cogliere il segno, interpretandolo come un funesto presagio della vita che lo abbandonava e della sconfitta che incombeva.
Il vino ha sempre donato magicamente quel senso di leggerezza che rende piú lievi alcune pesantezze della vita, ha portato con sè quella gioiositá e spensieratezza così piacevoli. Beviamo dunque un buon bicchiere di vino e brindiamo alla salute con un portentoso prosit (ovvero sia favorevole).
Marzio Boni

 

 

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