SammezzanoFirenze, 12 mag – E’ un gioiello di rara bellezza nel cuore della Toscana, un esempio unico di architettura orientalista dell’ottocento in Italia. E’ il Castello di Sammezzano, eclettica costruzione in stile moresco, progettata e finanziata tra il 1853 e il 1889 dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona.Tutti i mattoni, gli stucchi e le piastrelle furono realizzati sul posto con manodopera locale adeguatamente istruita. Nel dopoguerra è stato trasformato in albergo di lusso per poi subire un vergognoso abbandono dalla fine degli anni novanta del secolo scorso. Più volte messo all’asta, il castello è risultato primo classificato nel censimento I Luoghi del Cuore, promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano, con oltre 50 mila voti.

Il sindaco di Reggello, comune in provincia di Firenze in cui si trova il castello, ha annunciato che è stato venduto ad una società degli Emirati Arabi Uniti per 15,4 milioni di euro. Un vero e proprio scempio con un colpevole ben preciso: il governo italiano. Permettere la svendita di un capolavoro della nostra architettura agli arabi non necessita neppure di commenti, probabilmente chi doveva impedirlo dovrebbe solo vergognarsi e tentare di riacquistarlo al più presto. E dire che da tempo i cittadini di Reggello e non solo si erano attivati con un movimento, Save Sammezzano, per chiedere che il castello venisse tutelato e reso visitabile con regolarità.

Perché era già indecoroso che fosse inaccessibile al pubblico uno scrigno dall’immenso valore artistico, composto da decine di stanze decorate, una diversa dall’altra ma ognuna mirabile e ricca di misteri e simboli esoterici di estrema bellezza, che lo rendono un gioiello unico e irripetibile. Con un parco poi altrettanto splendido, circondato da 57 sequoie giganti importate nell’800 dalla California. Prima abbandonato e poi svenduto, ecco come trattiamo i nostri capolavori.

Alessandro Della Guglia

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