342 mila euro: ecco quanto vale un italiano

human-capitalRoma, 26 Dic – Nella galassia delle misurazioni Istat è finito da qualche tempo anche il cosiddetto “capitale umano”. La capacità, cioè, di ogni italiano di generare reddito. Per la prima volta l’Istituto Nazionale di Statistica ha elaborato le informazioni “sperimentali circa il valore monetario attribuibile allo stock di capitale umano”. In realtà la cifra è abbastanza vecchiotta, e si attesta su livelli “pre-crisi” (i dati sono aggiornati al 2008) ma il metodo di calcolo potrà essere utilizzato anche per produrre schemi aggiornati al giorno d’oggi.  Secondo le rilevazioni cinque anni fa lo stock totale di capitale umano in italia era di quasi 13.500 miliardi di euro, per una stima pro – capite di 342.000.

Rainews riporta il metodo di calcolo:  “il metodo di calcolo usato dall’Istituto di statistica considera il valore attuale del reddito da lavoro lungo il ciclo di vita previsto tenendo conto della formazione, delle condizioni del mercato del lavoro e delle tendenze demografiche. Nel 2008 lo stock di capitale umano risulta pari a oltre otto volte e mezzo il valore del Pil dello stesso anno.”

Il primo divario si ritrova comparando le diverse fasce d’età: il capitale umano pro-capite di un giovane è pari a oltre 556 mila euro, contro i 293 mila euro dei lavoratori nella classe centrale (35-54anni) e ai soli 46 mila euro dei lavoratori tra 55 e 64 anni. ”Va però rilevato che l’alto livello della disoccupazione giovanile nel nostro Paese – spiega l’Istituto -suggerisce forte incertezza circa la possibilità per i giovani di inserirsi nei processi produttivi”. Secondo l’Istat è quindi possibile dover rivedere al ribasso la stima del valore del capitale umano complessivo del Paese.

L’Istat non ha stimato soltanto le attività cosiddette market (produzione di beni e servizi venduti sul mercato) ma ha anche esteso il calcolo alle attività ‘fuori mercato’, quantificandone il valore, sempre con riferimento al 2008 e alle persone tra i 15 e i 64 anni, in circa 16 mila miliardi di euro, pari a 10,2 volte il Pil. Oltre 6mila sono relativi alla produzione familiare, traducibile con ‘lavoro casalingo’ (cure familiari, abitazione, eccetera), e quasi 10mila con riferimento all’uso del tempo libero (vita sociale, hobby, attività sportive). Il capitale umano che un italiano tipo impiega in queste attività equivarrebbe a circa 407 mila euro.


E non poteva mancare il raffronto con la “media UE”:  fra i paesi che hanno aderito alla misurazione (Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Spagna) l’Italia si è posizionata ultima, presentando una più bassa incidenza di capitale umano sul Pil nominale: 8,8 contro le oltre 11 volte della Spagna e le 10 volte e mezzo degli USA.

Francesco Benedetti

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