Roma, 13 feb – La concorrenza sleale, le delocalizzazioni delle aziende italiane, i fallimenti dovuti alle politiche governative scellerate e ai diktat dell’Unione Europea. In Italia è risaputo che la situazione imprenditoriale è sempre più critica. A maggior ragione se lasciamo comprare di tutto agli Stati africani e asiatici senza porre alcun vincolo a riguardo. Gli ultimi dati, prodotti dall’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, ci dicono che la presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’esterno è in continua crescita. Alla fine del 2017 hanno raggiunto quota 590 mila, pari al 9,6% di tutte le aziende registrate sul territorio nazionale.

Oltretutto crescono quasi cinque volte più della media: da sole, rappresentano il 42% di tutto l’aumento delle imprese registrato nel 2017. Lo scorso anno il numero di imprese costituite da persone straniere è cresciuto di 19.197 unità, come risultato del saldo tra 57.657 aperture e 38.460 chiusure, con un tasso di crescita del 3,4% (contro lo 0,75% fatto registrare dall’intera base imprenditoriale italiana). Sono soltanto alcuni dati, probabilmente i più rilevanti, per comprendere questo fenomeno decisamente preoccupante che vede sul nostro territorio nazionale la sostituzione delle imprese italiane con le imprese straniere. Il settore principale in cui si concentrano maggiormente le aziende estere è il commercio al dettaglio (circa 162mila imprese, il 19% di tutte le aziende del settore), seguito dai lavori di costruzione specializzati (109mila, il 21% del totale) e dai servizi di ristorazione (poco più di 43mila unità, pari all’11% dell’intero comparto).

E quali sono i paesi di provenienza degli imprenditori stranieri? Se consideriamo soltanto le imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare, quello più rappresentato è il Marocco, con 68.259 imprese individuali esistenti alla fine dello scorso anno. A seguire la Cina (52.075 imprese) e la Romania (con 49.317). Ci sono poi realtà metropolitane che si distinguono per avere un’invasione di imprese straniere da parte di altre nazioni. In provincia di Milano ad esempio l’Egitto concentra quasi la metà (il 44,7%) di tutte le sue imprese in Italia. Mentre Roma è la roccaforte del Bangladesh, che nella capitale detiene il 42,5% di tutte le sue imprese.

Eugenio Palazzini

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