80 euro in various notes. All on white background.Roma, 29 ago – Immobilismo. Le rilevazioni Istat sul commercio al dettaglio di giugno potrebbero essere efficacemente riassunte così. Questo per quanto riguarda l’andamento congiunturale mensile, rispetto cioè a quanto registrato a maggio. Se l’orizzonte si sposta invece su un termine più lungo, con riferimento ai primi tre mesi del 2014 la flessione è dello 0.2%, mentre su base annuale si registra un più drammatico -2.6%.

Il dato di inizio estate doveva rappresentare un importante banco di prova. Giugno è infatti stato il primo mese in cui il bonus Irpef, i famosi 80 euro in busta paga, ha dispiegato pienamente i suoi effetti. Una disponibilità di reddito aggiuntivo che non sembra tuttavia essersi tramutata in una scossa per l’economia reale. Vero è che queste misure di finanza pubblica manifestano i loro effetti non nell’immediato , ma allo stesso tempo occorre tenere presente che tutti gli indicatori -dalla fiducia delle imprese ai salari, agli acquisti di beni alimentari, anche questi ultimi in caso nonostante una maggiore capacità di resistenza alle contrazioni generali- offrono un quadro ancora molto critico. E il mese di luglio non sembra, stando alle previsioni, poter segnare la tanto auspicata inversione di tendenza. «E’ presumibile che anche la seconda parte del 2014 possa mancare l’appuntamento con la ripresa, confermando, dunque, l’urgenza di interventi più incisisivi che ridiano fiducia ad imprese e famiglie e si traducano in un effettivo miglioramento della domanda», commenta la Confcommercio.

Troppo ridotta la platea dei beneficiari, forse eccessivamente rigidi gli scaglioni di reddito che riducono i percettori degli effettivi 80 euro a non più di 5 milioni di lavoratori. E’ così realistico pensare che chi ha potuto beneficiare dello sgravio lo abbia “investito” nel saldo di qualche arretrato, nel pagamento di qualche debito, rata del mutuo, bolletta, affitto. Il risultato? Una boccata d’ossigeno costosissima -dato che, per rendere strutturale la misura, servono almeno 10 miliardi che dovranno in qualche modo reperiti, probabilmente andando ancora a pescare nelle tasche degli italiani– ma senza alcun effetto sulla situazione generale.

Meno di un mese fa, già l’associazione dei commercianti aveva bocciato il bonus. Ora anche i dati dell’istituto di statistica certificano il fallimento, pur parziale, della prima grande iniziativa di Renzi, che su questo investimento aveva puntato buona parte del suo inizio mandato.

Filippo Burla

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here