finmeccanica2Roma, 30 ott – La linea tracciata da Alessandro Pansa e Giovanni de Gennaro, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Finmeccanica, è ormai chiara. L’obbiettivo è concentrarsi sul core business, difesa ed aerospazio, e tralasciare tutto il resto.

Entro marzo dovrebbe infatti concludersi la cessione di Ansaldo Sts ed Ansaldo Breda. I ricavi della prima, +32% in borsa solo lo scorso anno, serviranno come leva per cedere in un pacchetto anche la ditta produttrice del Frecciarossa che presenta invece delle forti perdite che verranno però immesse in una bad company. Diversi gli acquirenti interessati, fra i quali General Electric ed Hitachi, con cui Fincmeccanica intende concludere la cessione.

Entro Dicembre è prevista anche la chiusura degli accordi con la Cassa Depositi e Prestiti per rilevare la quota di Ansaldo Energia. Questa, insieme alla cessione di Avio Motori a General Electric, avranno un forte impatto sul bilancio 2013.

Queste cessioni sono state fonte di diverse polemiche anche se nella maggior parte dei casi esse non sono state rivolte all’interlocutore corretto. Non deve infatti stupire che una compagnia intenda, soprattutto in periodi di difficoltà economica, specializzarsi la dove sono presenti i suoi maggiori punti di forza per misurarsi contro competitors che sono veri e propri colossi a livello mondiale (si pensi ad EADS ad esempio).Al massimo, quello che dovrebbe stupire (e farci arrabbiare) è l’incapacità del sistema Nazione di gestire e supportare settori strategici come quello energetico e dei trasporti pubblici.

Prendiamo ad esempio l’Ansaldo Breda, produttrice del Frecciarossa e dell’ETR1000. Il principale cliente, le Ferrovie dello Stato, ha imposto il pagamento solo a lavori ultimati costringendo di fatto la ditta a finanziare interamente il progetto e, nel contempo, decide di utilizzare vettori prodotti dalla francese Alstom. Conoscendo i francesi dubito che treni italiani vengano utilizzati dalla compagnia nazionale, ma in Italia purtroppo le cose sono ben diverse, ogni discorso di tutela e supporto dell’apparato industriale nostrano vengono addirittura stigmatizzati, mentre altri Paesi risultano di fatto fortemente protezionisti come ad esempio gli Stati Uniti.

Fra le novità spicca invece l’interesse che il gruppo sta dimostrando per il vettore spaziale Vega 2. La società è infatti rimasta fuori dalla cessione di Avio Motori e Finmeccanica è seriamente intenzionata a diventare l’azionista di riferimento entro fine anno in collaborazione con altre aziende del settore come le francesi Thales e Safran.

Gli ostacoli non mancano, lo stesso Pansa ha chiesto che vengano rivisti i tagli alla legge 808, che regola i finanziamenti pubblici sul settore aerospaziale, previsti dalla Legge di Stabilità, ma soprattutto ha chiesto che il Paese ci creda.

Che dire, in un periodo di forte crisi economica in cui la disoccupazione rappresenta un vero flagello soprattutto per i giovani, la possibilità di sviluppo (e quindi di creare posti di lavoro) in settori di alto livello come quello della difesa ed aerospazio sembra essere una vera manna dal cielo. Sicuramente i prossimi mesi saranno estremamente importanti e potremo vedere come si svilupperà la situazione. Nel frattempo non ci resta che dire: “punta in alto Finmeccanica e che il Paese si svegli!”.

Cesare Dragandana

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