economic-collapse-comingRoma, 27 giu – A quanto pare, la fiducia delle imprese sta risalendo, stando almeno ai dati ufficiali dell’Istat.

Possibile? Quanto meno improbabile. Come praticamente ogni mese, in esclusiva su queste colonne, diamo un’occhiata ai consumi energetici aggiornati ai dati più recenti – precisamente a Maggio 2014 – e ragioniamoci sopra. Perché se il Pil si può eventualmente taroccare inserendoci – tanto per dire – le attività sommerse, e i sondaggi d’opinione pure, il vero profondo motore dell’economia che è l’energia non mente mai.

Sulla base dei dati del Gestore dei Mercati Energetici, scopriamo che il crollo dei consumi elettrici è inarrestabile, tanto che ogni nuovo mese fa registrare il minimo consumo tra tutti i corrispondenti mesi dal 2006 in avanti, mentre nell’ultimo anno, da Giugno 2013 a Maggio 2014 inclusi, il crollo è stato pari al 14% rispetto al periodo pre-crisi da Giugno 2006 a Maggio 2008. Il risultato di una guerra.

Figura 2 -elettricità

Possiamo quindi ripetere che in soli 6 anni, dal 2009 al 2014, avremo bruciato tutta la crescita dei precedenti 12 anni. In pratica, torniamo indietro a oltre 20 anni fa. Rimandiamo per tutte le altre considerazioni sul baratro dell’elettricità all’ultimo nostro intervento su questo giornaleQuesta volta invece allarghiamo l’analisi ai consumi di carburanti per autotrazione: benzina e gasolio (dati Ministero Sviluppo Economico).

Figura 3 -carburanti

Il grafico successivo mostra che i consumi di gasolio sono scesi, nell’ultimo anno, del 15% rispetto al 2006-2007, e quelli di benzina perfino del 34%. Questo significa che la mobilità privata è al collasso, e quella commerciale – che apparentemente ha resistito in qualche modo fino all’inizio del 2011 – negli ultimi tre anni è precipitata, senza segnali di ripresa. Poiché è probabile che una parte del parco auto circolante si sia trasformato dall’alimentazione a benzina al relativamente più economico gasolio nel corso degli ultimi anni, è verosimile che il dato reale sul trasporto commerciale sia ancora peggiore di quanto evidenziato dai dati complessivi dei consumi di gasolio.

A fronte di questi dati, come si possa pensare che la fiducia delle imprese sia aumentata (per non parlare degli Italiani in generale), è un mistero che i sondaggisti, crediamo, non saranno mai chiamati a spiegare.

Francesco Meneguzzo

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