Ennesima batosta per il settore immobiliare, già in forte crisi. La riforma del catasto voluta dal governo Renzi aumenterà le tasse anche ai proprietari di prima casa.

Roma, 13 nov – Il primo passo verso la riforma del catasto è stato compiuto con l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo relativo all’istituzione delle nuove commissioni censuarie, che saranno in tutto 106, e che verranno monitorate dalla commissione censuaria centrale con sede a Roma, che svolgerà la funzione di ‘supervisore’.

A essere censiti saranno 62 milioni di immobili. Una riforma che avrà come obiettivo quello di riavvicinare i valori fiscali degli immobili italiani a quelli reali e determinante per i cittadini in quanto sarà sulle nuove valutazioni che saranno calcolate le tasse sugli immobili, dalla Tasi all’Imu. Quasi tutti gli esecutivi che si sono succeduti hanno puntato sugli immobili per aumentare il gettito statale e locale. Così è avvenuto con il passaggio dall’Ici all’Imu. Poi, una mini tregua, con l’esonero per le abitazioni principali. Ma il risparmio è stato in parte (se non completamente) compensato dall’arrivo della Tasi, la tassa sui servizi. Il tutto in un continuo cambiamento di norme, regole e scadenze che hanno disorientato i contribuenti. E l’incertezza sulle tasse da pagare è il nemico peggiore per un’Italia che deve ritrovare anche la fiducia persa.

La ‘rivoluzione’ sulle valutazioni catastali degli immobili, che saranno basate non più sui vani ma sui metri quadri, si realizzerà definitivamente solo tra qualche anno. Per il valore patrimoniale dell’immobile si partirà dai valori di mercato rilevati dall’Osservatorio del mercato immobiliare – Omi – dell’Agenzia delle Entrate e tenendo conto di posizione e caratteristiche degli immobili. Sarà elaborato anche un algoritmo anche per calcolare la rendita, partendo questa volta dai redditi di locazione medi. L’algoritmo terrà conto di una serie di parametri che dovrebbero permettere una quantificazione più veritiera del valore degli immobili: dai metri quadri alla microzona di appartenenza fino alle tipologie (negozi, abitazioni eccetera). Al valore medio di mercato individuato grazie al calcolo si applicheranno dei coefficienti che dipenderanno da ubicazione, epoca di costruzione e grado di finitura.

Ma cosa succederà, in pratica, ai proprietari di immobili? Molti si troveranno a pagare imposte più alte. E nel caso in cui si volesse contestare gli importi attribuiti, si potrà farlo in autotutela presso gli uffici delle Entrate o presentando un ricorso vero e proprio al giudice tributario.

E così dopo Ici, Imu, Tasi ecc. arriverà la mazzata definitiva sull’immobiliare italiano agendo direttamente sulla voce imponibile. Una sorta di patrimoniale mascherata quella presentata dal governo Renzi, che darà il colpo definitivo al ceto medio italiano.

Giuseppe Maneggio

 

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