Aumenta l’occupazione ma aumentano i disoccupati. Perché?

operai lavoroRoma, 1 nov – La disoccupazione cresce. Ed è il primo dato. Dall’altra parte, sale anche il numero degli occupati. Questo dicono le ultime statistiche Istat, relative al mese di settembre 2014. Rispetto allo scorso anno gli occupati sono 130mila in più. Lo stesso dicasi per i disoccupati che rimpolpano le proprie fila con 60mila unità aggiuntive.

Segnali in parte positivi, ma allo stesso tempo contraddittori. Il +0.1% nel tasso di disoccupazione -salito al 12.5%- parla chiaro. Unico dato in controtendenza, sia pur relativamente, è il calo della disoccupazione giovanile che scende ad un comunque poco lusinghiero 42.9%.

«Solo con il lavoro #italiariparte», commenta entusiasta su twitter il presidente del Consiglio. Una fiducia forse eccessiva dato che, se non siamo di fronte ad un mero rapporto statistico, poco ci manca. Spiega infatti l’Istat che l’aumento del numero degli occupati è dato dall’incremento della partecipazione al mercato del lavoro. In altre parole: è diminuito il numero di chi, scoraggiato, non lavorava né era in cerca di un contratto.


D’altronde, le misure fin qui adottate dal governo hanno inciso solo in misura minima per quanto riguarda la politica industriale. Quasi nulla invece nell’ambito del diritto del lavoro. Il “jobs act” non è legge e, anche qualora venisse approvato definitivamente, necessiterà di almeno qualche mese prima che il governo proceda alla sua attuazione definitiva. Nella migliore delle ipotesi, quindi, i primi effetti si vedranno fra non prima di un anno. Troppo per ascrivere al governo Renzi qualche merito. La strada verso la normalità e la vera uscita dalla crisi, intesa come ritorno alle condizioni antecedenti il 2008, è ancora lunga.

Filippo Burla

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