Banche, altri 4 miliardi di aiuti

banca_italia4Roma, 29 nov – Prima il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena, poi la possibilità di dedurre le perdite su svalutazioni dai 18 anni iniziali ai 5 attuali, e ancora la facoltà data a Cassa Depositi e Prestiti di usare il risparmio postale per acquistare i crediti deterioriati. In ultimo arriva, da parte del secondo governo tecnico consecutivo, l’ulteriore concessione di garanzie patrimoniali agli istituti bancari.

Procediamo con ordine. In virtù delle più stringenti norme sul capitale di vigilanza delle banche, che puntano a rafforzarne la solidità, si prevedono requisiti stringenti sul patrimonio delle stesse. Operazione essenziale al fine del miglioramento della qualità degli attivi e del tentativo di far ripartire la cinghia di trasmissione con l’economica reale. Di fronte al deterioramento generale del credito, tuttavia, l’unica via per raggiungere gli obiettivi poteva a essere l’aumento di capitale. Operazione questa che tuttavia ha un costo importante per le aziende di credito. Si fa strada allora l’ipotesi di rivalutare, riorganizzandole nel frattempo, le quote della Banca d’Italia. Quote che al valore nominale ammontano a 156 mila euro (l’equivalente dei 300 milioni del 1936) e che, a seguito dell’operazione, lieviteranno in termini reali fino a raggiungere un valore compreso tra i 5 e i 7.5 miliardi complessivi. Allo stesso tempo è previsto che ogni singola banca non potrà detenere più del 5% delle quote di via Nazionale.

Si tratta di una manovra puramente contabile, certo. I cui effetti sono ancora di là dal misurarsi. Rileva anzitutto che il pubblico non dovrà mettere mano al portafoglio. Anzi, grazie alla tassazione sui guadagni in conto capitale allo Stato giungeranno tra gli 1 e gli 1.5 miliardi di euro. Allo stesso tempo però non è dato sapere se gli istituti di credito torneranno a fare il loro mestiere: se a far ripartire il finanziamento alle attività d’impresa non sono bastate le massicce iniezioni di liquidità da parte della Banca Centrale Europea è difficile pensare che un combinato disposto di più norme –che intervengono peraltro solo sulla scia degli stress test in arrivo da Francoforte– possa davvero intervenire a modificare una situazione ancora ben lontana dal risolversi.


Filippo Burla

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