Befera: “Evasione incompatibile con la democrazia”

Evasione-Befera-Fisco-ha-recuperato-11-5-miliardi.-In-primavera-la-svoltaRoma, 11 dic – Le analisi sul cosiddetto “nero” lasciano sempre un po’ il tempo che trovano ma offrono comunque un ordine di grandezza, sui mancati introiti da parte dello Stato, in termini di tasse ed imposte non pagate. Secondo le stime più recenti da parte della Corte dei Conti siamo attorno ai 130 miliardi annui. Non un’inezia tanto che il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera –intervenendo al convegno “La legalità fiscale italiana” – si è spinto ad affermare che «L’elusione e l’evasione fiscale non sono compatibili con la nostra economia e con nessun sistema veramente democratico». Un problema che però non è solo politico, ma anche di giustizia: «Visto l’ordine di grandezza il rafforzamento della lotta contro la frode fiscale e l’evasione fiscale è non solo una questione di entrate, ma anche di equità sociale», ha aggiunto.

Posizione in via di principio corretta, quella di Befera. Esternazioni che tuttavia stridono con quanto lo stesso affermava ad inizio ottobre fa quando, intervistato da Giovanni Minoli in merito alle parole del Pd Stefano Fassina sull’esistenza di una vera e propria “evasione di sopravvivenza”, si lasciava andare ad laconico quanto realista «Penso di sì».

Ai pensieri di Befera non ha mancato di seguire il commento del titolare del ministero dell’Economia Fabrizio Saccomanni che ha sottolineato come «L’evasione fiscale ha effetti distorsivi sulla locazione delle risorse e interferisce con il corretto funzionamento della concorrenza nel mercato» e, inoltre «Riduce la possibilità di conseguire attraverso il sistema tributario obiettivi di equità orizzontale e verticale».

Principi anche questa volta del tutto condivisibili. Non fosse che qualsiasi spirale che si vuole virtuosa di riduzione della pressione fiscale che abbia come obiettivo quello di ridurre anche l’evasione si scontra sempre con la realtà. Non è lontana nel tempo la scelta, fatta dal governo Monti, di non destinare i provvedimenti della lotta all’evasione alla riduzione del cuneo fiscale ma di utilizzarli per tappare i buchi di un bilancio dello Stato sempre più in bilico. Anche di recente è tutta ancora da vedersi la possibilità, ventilata da più parti, di introdurre degli automatismi per agganciare risparmi di spesa ed interventi concreti sul fisco.


Filippo Burla

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