Roma, 16 ago – Già due mesi fa Bitcoin aveva fatto parlare di sé, non solo perché era la valuta di riscatto richiesta da Wannacry, il virus responsabile dell’epidemia globale che criptava i file, ma soprattutto perché per la prima volta aveva sfondato il tetto dei 2500 dollari toccando i 2800. Ebbene oggi se ne torna a parlare, perché tra scetticismi e perplessità, la criptovaluta ha superato due giorni fa il valore dei 4000 toccando un massimo di 4225 dollari, quadruplicando il proprio valore dall’inizio dell’anno. Il mercato dei Bitcoin vale ora 64 miliardi di dollari. Solo in questi primi 15 giorni di agosto la moneta virtuale ha segnato un rally del 40%, nonostante il cosiddetto “hard fork” (la divisione tra Bitcoin e Bitcoin Cash) avvenuto il primo di questo mese, che aveva messo in allerta i diversi investitori.

Antonio Simeone, co-fondatore e algo-trader di Euklid, una “banca d’affari alternativa, guidata dall’intelligenza artificiale e completamente trasparente grazie alla tecnologia Blockchain”, recentemente valutata 10 milioni di euro, ci accompagna nel far west delle criptovalute, mostrandoci i possibili diversi fattori alla base di questa crescita esponenziale. Intervistato da Il Primato Nazionale spiega cambiamento di tecnologia: “Dopo il fork il Bitcoin è notevolmente migliorato, sta diventando una moneta sempre più efficiente”. Ma Bitcoin ha anche una forza attrattiva, dovuta, secondo Simeone, “alla mancanza di fiducia sempre maggiore dell’investitore nel sistema finanziario tradizionale”, un sistema a cui Antonio, con la sua Euklid, si pone come alternativa.

Ci sono però, come sostengono diversi analisti, anche delle ragioni prettamente geopolitiche. “La crescita – afferma il fondatore di Euklid – è dovuta in parte alla paura della guerra. L’escalation tra Usa e Corea del Nord ha portato diversi investitori a rifugiarsi nei Bitcoin. Negli ultimi giorni ci sono state impennate di acquisti da parte di sudcoreani e giapponesi. Ieri, mentre l’oro scendeva e i mercati salivano, il Bitcoin ha macinato record su record arrivando a valere 4430 dollari”. Questo non è certo un comportamento anomalo, i Bitcoin sono stati utilizzati più volte come asset di rifugio, essi infatti salivano durante la crisi in Grecia, così come essi salivano durante la crisi del cambio di banconote in India. “Inoltre – prosegue Simeone – Bitcoin cresce anche perché diversi fondi di investimento stanno cercando di entrarci, la stessa Goldman Sachs ha affermato che non è più possibile snobbarlo e, pertanto, va preso in considerazione”. Ma spesso, la crescita o il crollo della moneta virtuale non è legata ad alcuna notizia particolarmente importante. Simeone sottolinea infatti “la volatilità che contraddistingue tutte le criptovalute”. Esse non a caso “riflettono una psicologia molto esuberante, dove esaltazione e depressione la fanno da padrone”.

Il futuro della criptovaluta è quindi incerto e, come abbiamo visto, il suo andamento è condizionato da una moltitudine di fattori di natura variegata: “Bitcoin potrebbe ancora crescere – spiega ancora Simeone – poiché la maggior parte delle persone comuni non sa neanche cosa sia e ad oggi è di proprietà di pochi ed è un bene limitato. Ma potrebbe anche crollare di tanto se tutti i governi ne “vietassero” l’uso, limitando così l’autonomia degli Exchange”. Quest’ultima ipotesi non è poi così improbabile, basti ricordare la manovra attuata dalla Banca Centrale Cinese a gennaio, quando diede inizio ad una battaglia sugli acquisti di Bitcoin utilizzati per aggirare le norme che limitano gli investimenti in valuta estera. La conseguenza di questo intervento fu il crollo della quotazione Btc di oltre il 30% in soli otto giorni. In conclusione, ricollegandosi a tale episodio, Simeone evidenzia una “fragilità” all’interno del bitcoin, ovvero “l’assenza di un sistema completamente decentralizzato”. Problematica su cui si sta lavorando, ma che ancora non ha portato a nulla di realmente concreto.

Edoardo Martino

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