Livorno, 15 apr – A Livorno gli operatori ecologici saranno muniti di un braccialetto elettronico per “certificare” lo svuotamento dei nuovi cestini. A riportare la notizia è Il Tirreno. Ovviamente c’è stata una levata di scudi da parte dei sindacati. In particolare, la Fp Cgil nazionale è insorta contro il sistema, spiegando che ricorda il caso del braccialetto elettronico ideato da Amazon, e parlando di “misura inaccettabile che lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”. A stretto giro di posta è arrivata la risposta da parte del sindaco di Livorno, il grillino Filippo Nogarin. Il primo cittadino pentastellato ha precisato che: “Non c’è nessun controllo dei dipendenti”.  Il braccialetto, dotato di tecnologia Rfid, “è privo di Gps e non monitora gli spostamenti o la produttività dei lavoratori”. Il braccialetto, introdotto dall’azienda Avr (che gestisce in appalto il servizio di pulizia strade per conto della municipalizzata Aamps) “dialoga” con i 2500 nuovi cestini installati in città, che sono dotati di chip Rfid, ed emette un bip ogni volta che uno di questi viene svuotato. In pratica il sindaco grillino si giustifica dicendo che ogni spazzino livornese potrà finalmente comunicare con il bidone dell’immondizia. Una toppa che è peggio del buco.

C’è dell’altro, però. Nogarin nel suo comunicato stampa non manca di sottolineare che ha introdotto “un modo per verificare che un servizio fondamentale come lo svuotamento dei cestini, pagato dai livornesi con la Tari, venga svolto regolarmente”. Qui viene fuori l’anima del Movimento Cinque Stelle: servirsi della tecnologia per spiare i cittadini. Non è un caso se il loro portavoce è Rocco Casalino, divenuto famoso per essere stato uno dei primi concorrenti del Grande Fratello.

Per dimostrare quanto detto basta dare un’occhiata al loro programma elettorale. Per combattere l’evasione fiscale, il M5S punta ad “assicurare che venga reso conveniente l’utilizzo dei mezzi elettronici di pagamento sia con l’eliminazione, o comunque un significativo abbattimento, dei costi fissi del terminale POS, sia con l’abolizione delle commissioni bancarie sui pagamenti, eventualmente anche mediante forme di defiscalizzazione che contemplino il riconoscimento di un credito d’imposta agli esercenti che ancora non si sono dotati degli strumenti necessari al pagamento elettronico, per incentivarli al loro utilizzo”. In pratica più carte di credito e meno contante. Non va dimenticato inoltre la ricetta che i discepoli di Grillo e Casaleggio propongono per la lotta alla corruzione. Si va dal Daspo per tutti i condannati di corruzione, all’introduzione dell’agente provocatore, al potenziamento delle intercettazioni, al whistleblowing cioè la tutela di chi denuncia irregolarità scoperte sul posto di lavoro (sia pubblico che privato). In pratica, la delazione diventa l’unico argine al malgoverno.

Il braccialetto elettronico, dunque, è solo l’estrinsecazione della visione politica dei cinquestelle. Un segno premonitore che ci mostra l’Italia con un governo a guida Di Maio.

Salvatore Recupero

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3 Commenti

  1. Articolo ineccepibile; siamo di fronte al tentativo di dittatura tecnocratica, già in atto con lo spionaggio dal buco della serratura di ogni pensiero tramite la rete controllata dai pupazzi degli usurai.Un altro passo che i grulli vogliono fare è quello del voto online che permetterà brogli facilissimi in assenza della scheda elettorale cartacea

  2. Ma magari ci fosse un maggiore controllo verso i dipendenti! Con il “fancazzismo” diffuso che c’è, almeno una verifica è giusto che ci sia, per il bene stesso della collettività. Discorso diverso è “spiare” tutti i cittadini: questo chiaramente non andrebbe bene. Ma chi viene stipendiato è giusto che sia sottoposto a verifica, anche per differenziare chi s’impegna veramente e chi fa il furbo (a discapito proprio degli altri dipendenti). Bene in questo caso Nogarin, la tecnologia deve essere utilizzata.

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