brebemi vuotaRoma, 26 lug – Doveva essere fatta per non gravare sulle tasche pubbliche, cercando di sollevare il tratto parallelo dell’A4 dalla mole di traffico quotidiano e fluidificare così il sistema economico lombardo fra Milano e Brescia, passando per Bergamo. Si è risolta invece in una spremuta di risorse, senza traffico e con bilanci sempre in rosso. E’ la storia della Brebemi, l’autostrada “direttissima” tra il capoluogo della Lombardia e la Leonessa d’Italia.

Inaugurata nel 2014, nell’arco di ormai due anni di operatività i 62 km di autostrada non sono riusciti a mantenere le promesse. A partire, già prima dl taglio del nastro, dai costi, lievitati dagli 800 milioni iniziali ai quasi 2.5 miliardi di euro a consuntivo. Per passare poi ai volumi di traffico, con i tecnici che stimavano almeno 70mila passaggi al giorno fermi però a non più – quando va bene – di 15-20mila. Problema: senza gli introiti da pedaggio, i costi (quelli triplicati) sostenuti non vengono rimborsati adeguatamente, mandando in sofferenza la struttura che nel 2015 ha chiuso l’anno con 68 milioni di perdite. E’ vero che la crisi ha ridotto l’utilizzo di auto e camion, ma la media regionale di utilizzo delle autostrade è pari a 19.9 milioni di veicoli all’anno, mentre Brebemi si ferma a 4.4. E’ anche vero che la bretella è stata realizzata senza un euro di contributo pubblico, che però è dovuto arrivare successivamente per compensare le difficoltà: 260 milioni dal governo, 60 dalla Lombardia e sei anni di proroga nell’esercizio da parte del Cipe. Il privato fallisce? Paga pantalone.

Non va meglio per l’altra grande infrastruttura moderna della regione di Maroni. Parliamo della Teem, la tangenziale est esterna di Milano, che interconnette A4 ed A1, collegando anche la Brebemi a cui dovrebbe, nelle intenzioni, “fornire” transiti di veicoli. Qui la situazione è, se possibile, anche peggiore: sono meno di 4.1 milioni i passaggi annuali, addirittura meno della Brebemi. Il taglio del nastro per entrambe, il 23 luglio 2014, avvenne in pompa alla presenza del premier Renzi e del ministro Lupi. Quest’ultimo è già “saltato”, proprio come la fine che rischiano di fare le due opere. Non è che la storia di Renzi portascalogna non sia proprio campata per aria?

Filippo Burla

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  1. Per forza, si è sparsa la voce che costa troppo. Infatti costa 3 volte un’autostrada normale. Allora conviene sempre buttarsi sulle provinciali e poi in tangenziale dato che è gratuita

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