Il re della chirurgia robotica: il robot Da Vinci

Cerro Maggiore (MI), 10 giu – Quando si parla di robotica applicata al mondo della chirurgia medica l’Italia entra di diritto in un settore che la vede leader incontrastata a livello mondiale. E su chi se non ad AB Medica dobbiamo puntare le luci della ribalta di questo primato? Tra gli imprenditori che più hanno creduto nello sviluppo della robotica c’è difatti Aldo Cerruti, presidente e fondatore di Ab Medica, che ha sposato e fatto propria fin dagli albori di questa tecnologia la scelta della robotica in sala operatoria.

Tutto è nato negli Usa, più o meno agli inizi del terzo millennio, quando si è diffusa la chirurgia laparoscopica“, racconta Cerruti al Sole 24 Ore. “In quel periodo con alcuni miei collaboratori ci trovavamo in Florida ed abbiamo subito sposato il lavoro avveniristico di Intuitive Surgical, un’azienda che ha fatto proprio della robotica il suo fiore all’occhiello. Abbiamo giocato con un robot a Palo Alto ed abbiamo deciso di portare in Italia una tecnologia in grado di aiutare il chirurgo, ma anche e soprattutto il paziente“.

AB Medica si pone in un’ottica di tradizione imprenditoriale tutta italiana, fatta anche e soprattutto di valorizzazione del proprio personale, ma che al contempo è protesa verso il futuro grazie all’ausilio della ricerca scientifica e tecnologica.

Abbiamo iniziato la nostra attività 30 anni fa proponendo strumenti medicali già utilizzati all’estero, soprattutto negli Stati Uniti“, spiega Aldo Cerruti, “ma da una decina di anni abbiamo sviluppato anche la produzione di apparecchiature innovative, dall’idea alla realizzazione“.

AB Medica ha quindi capito fin da subito l’importanza della chirurgia effettuata con tecniche poco invasive e ha proseguito su questa strada, facendo conoscere ai medici italiani procedure estremamente efficaci, come quella dell’ombrellino utilizzata anche per l’intervento cardiaco al marò Massimiliano La Torre.

Una felice intuizione quella di Cerruti, che ha posto l’Italia come paese guida per l’impiego dei robot in sala operatoria, anche grazie alla creazione di una scuola dedicata proprio ai chirurghi che operano in laparoscopia. Si trova a Grosseto, ed è attiva dal 2004.

Aldo Cerruti, fondatore e presidente di AB Medica

Uno dei gioielli usciti dai laboratori tecnologici di AB Medica è il robot Da Vinci che ha affermato la supremazia italiana in questo settore in Europa.

Pensate solo che 7 anni fa c’erano ben venti robot per chirurgia in Italia e solo due nel resto d’Europa“, precisa Cerruti. “Oggi in Italia ci sono 70 di questi strumenti nel nostro Paese e 440 in Europa, ma nonostante la diffusione della tecnologia manteniamo un forte appeal in termini scientifici e di studio degli impianti. Il nostro lavoro ha sempre avuto come scopo la ricerca di qualcosa di difficile da proporre e vendere e la robotica in sala operatoria rappresenta proprio un modello della nostra filosofia d’approccio, che non si basa solamente sulla fornitura della tecnologia, ma anche nello sviluppo di curve di apprendimento rapido per chi dovrà poi operare con questi strumenti. Penso che un’azienda come la nostra riaffermi continuamente la propria leadership proprio grazie alla capacità di poter offrire tecnologie all’avanguardia unita ad un percorso di learning che consenta di utilizzarli al meglio in breve tempo. Attualmente anche dopo una giornata di addestramento un chirurgo è in grado di iniziare ad operare con il robot: e anche se all’inizio può essere lento, in poco tempo si impratichisce senza difficoltà“.

La chirurgia robotica porta in nuce numerosi vantaggi: nè è un esempio l’asportazione radicale della prostata in caso di tumore. La “vecchia” laparoscopia è purtroppo gravata da un’elevata incidenza di impotenza dopo l’intervento. Con il robot, guidato dal chirurgo dalla consolle, questo rischio si avvicina allo zero, pur consentendo la massima radicalità sotto il profilo oncologico ma preservando la componente nervosa che presiede alla potenza sessuale.

In Italia oggi il 30 per cento della totalità delle operazioni chirurgiche viene effettuata con i robot. Una percentuale che è destinata a crescere grazie al contributo delle realtà impegnate nel settore ma soprattutto grazie all’impegno e all’innovazione continua portata avanti da AB Medica. Società da primato italiano che non si arresta e anzi, continua a portare avanti anche una politica di acquisizioni di aziende italiane in difficoltà, il cui know how tecnico viene riconvertito e adeguato per il settore medicale”. Ad Ancona Cerruti ha acquisito un’ azienda specializzata nelle telecomunicazioni (ATLC s.r.l.), per dare vita a un progetto innovativo fondato sulla tecnologia wireless.

Giuseppe Maneggio

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 × 1 =